(FAI Cisl) Il Consiglio Generale convoca l'assise nazionale il 24-26 maggio

Si è concluso oggi a Roma il Consiglio Generale della fai Cisl, riunitosi per affrontare la situazione politico-sindacale e dare avvio alla fase congressuale. Due giorni di lavoro iniziati di ieri con una sessione di studio dedicata ai temi della contrattazione, della bilateralità, del welfare e della partecipazione. La giornata è stata occasione per rilanciare le strategie sindacali e richiamare i passi fatti sui tavoli negoziali, sulla contrattazione nazionale e decentrata, sulle prospettive e le sfide della pariteticità. Negli interventi, il Segretario Generale Luigi Sbarra e i componenti di segreteria hanno sviluppato ragionamenti e prospettive circa le strategie contrattuali nei vari settori di competenza Fai; approfondendo e passando in rassegna le specificità di ogni comparto e promuovendo la politica "di un fare contrattazione affrancato da un'impostazione meramente antagonista, ma invece interessato a creare processi di crescita sostenuta e ben distribuita".

I lavori della seconda giornata hanno visto approvare i Regolamenti e insediare le Commissioni necessarie alla celebrazione dei Congressi a tutti i livelli e sancito che l'Assise nazionale si svolgerà nelle giornate del 24-26 maggio a Riccione. Nella sua relazione introduttiva, Sbarra ha analizzato l'attuale situazione politico-sindacale rilevando la necessità di garantire al Paese quella stabilità e quella serenità indispensabili per salvaguardare l'interlocuzione tra il nuovo governo e il sindacato. "Colgo quindi occasione - ha detto - per rinnovare, a nome mio e di tutta la Fai Cisl, la più profonda fiducia nel lavoro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, figura di alto spessore morale e di assoluta garanzia, che saprà traghettare il Paese verso quelle riforme indispensabili e propedeutiche a nuove elezioni".

Quanto alla disamina dei settori agroalimentari e ambientali, Sbarra ha rilevato il loro protagonismo nell'economia nazionale, invocando "maggiore centralità dei comparti nelle politiche di sviluppo del nuovo governo". In particolare, non va rotto il filo del confronto sul Piano Casa, "progetto strategico per la messa in sicurezza antisismica e idrogeologica, che deve valorizzare necessariamente anche i comparti della forestazione e della bonifica sulle linee che abbiamo elaborato e consegnato all'esecutivo Renzi".

L'azione del sindacato ha permesso in questi mesi importanti passi avanti anche di natura legislativa: in merito legge contro il caporalato, ad esempio, "il nostro pressing sulle istituzioni è stato determinante; senza il nostro incessante incalzare, senza la nostra proposta, oggi il ddl sarebbe appeso sul filo dell'incertezza". In merito al Piano Industria 4.0, il Segretario Generale ha sottolineato l'importanza di un progetto che per la prima volta torna a far parlare il Paese di politica industriale. "Si tratta ora di riconoscere alle forze sociali, e in particolare al mondo del lavoro, un ruolo nella definizione dei processi decisionali e di controllo. Noi, la Fai, dobbiamo entrare pienamente in questa partita, che vede coinvolta una fetta rilevante della nostra rappresentanza".

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