Lavoro. Petteni: "Il Governo stringa sui voucher e contemporaneamente faccia decollare le politiche attive"

Roma, 27 dicembre 2016 - “Con ritardo il Governo ha capito che l’esplosione dei voucher nasconde abusi, come noi da tempo denunciamo. Al tavolo che il ministro del Lavoro aveva aperto con il sindacato negli ultimi mesi, ci era stato dato come unica risposta l’intervento sulla tracciabilità che, pur positivo, da solo non risolve il problema. Non si è neppure tenuto conto del fatto che l’enorme numero di voucher venduti è dovuto anche all’eliminazione di alcune tipologie contrattuali come l’associazione in partecipazione ed il lavoro a progetto”. E’ quanto sostiene in una nota il Segretario confederale della Cisl Gigi Petteni. “Ora è assolutamente necessaria una stretta – sottolinea il sindacalista - che non deve consistere nell’abrogazione dello strumento, cosa che riporterebbe al nero tutta una serie di “lavoretti”, ma che deve limitare l’utilizzo dei voucher alle sole attività effettivamente occasionali, eventualmente individuabili con la contrattazione collettiva”. “Ma non dobbiamo dimenticare che, proprio in questi giorni, mentre discutiamo della questione dei voucher, fatica a decollare la riforma delle politiche attive del lavoro, quella che era la vera sfida del Jobs Act. Anzi, va sottolineato che, con la fine del 2016 termina il regime della mobilità, comportando per le imprese una riduzione dei costi per le politiche passive, con il venir meno del contributo finora pagato per finanziare l’indennità di mobilità, senza che sia stato attuato ciò che sindacato e Confindustria congiuntamente avevano richiesto, vale a dire spostare quel contributo dal finanziamento delle politiche passive alle politiche attive. Per di più - conclude Petteni - con il 2017 scattano, per le imprese non più soggette alla mobilità, i nuovi costi di licenziamento, inferiori ai precedenti. Il Governo metta dunque anche mano agli ultimi adempimenti operativi per far partire definitivamente le politiche attive, anche con le nuove risorse che potrebbero venire dall’ex contributo per la mobilità”.

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