Lavoro. Petteni: "Dati ancora positivi ma vi è rischio peggioramento"

Roma, 28 dicembre 2016 - "Valutiamo positivamente che i diversi enti preposti a stilare le statistiche del lavoro pubblichino finalmente note congiunte, come da noi più volte richiesto". Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni. "Questo dovrebbe portare ad una lettura più semplice e meno contraddittoria, con meno confusione tra dati di stock e dati di flusso, dati amministrativi e dati campionari, e minori possibilità di letture “faziose”.

Dai dati della nota odierna, riferiti al terzo trimestre 2016, appare inequivocabile, secondo tutte le fonti, che l’occupazione sia cresciuta ancora su base tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e si sia stabilizzata su base congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente. Dunque nell’anno che va dal terzo trimestre 2015 al terzo trimestre 2016 hanno inizialmente funzionato ancora bene gli incentivi, se si osserva che la crescita tendenziale dell'occupazione è interamente ascrivibile al tempo indeterminato. Poi il loro effetto, con la riduzione dell’importo nel 2016, si è ovviamente ridotto, ma non annullato, tenendo anche conto del contesto di ripresa della crescita del Pil. Appare altrettanto inequivocabile che la stabilità del dato congiunturale deriva da una riduzione del lavoro autonomo e da un aumento del lavoro dipendente, che però, in condizioni di crescita debole, è quasi tutto a termine. Continua, poi, la crescita dei voucher. Contemporaneamente è particolarmente positiva la performance dell’occupazione femminile. Quindi nel 2016 sta peggiorando la qualità dell’occupazione creata e c’è da temere che il prossimo dato tendenziale , senza l’effetto trascinamento dell’ultima parte del 2015, andrà peggiorando anche dal punto di vista quantitativo. Ma non può non riconoscersi l’importante funzione svolta dagli incentivi al lavoro stabile. Dunque è positivo il ripristino dell’incentivo pieno per il 2017 nelle Regioni del Sud, che va a colmare il divario cresciuto negli anni di crisi, ma esso va accompagnato con politiche di investimento e sviluppo. In ogni caso per la Cisl deve restare fermo il principio che il lavoro stabile deve costare meno di tutte le altre forme di lavoro".

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