Industria metalmeccanica. Bentivogli (Fim Cisl): “Segnali positivi, ma non è affatto superata l’emergenza lavoro”

Roma, 2 gennaio 2017. “L’anno parte con qualche segnale incoraggiante ma non è affatto superata l’emergenza lavoro. Se non riparte l’industria, non riparte il Paese. E nessuno va lasciato indietro. Il rilancio dell'industria metalmeccanica è decisivo per ridare prospettive di crescita economica e sociale al nostro Paese. In questi anni di crisi abbiamo perso oltre un terzo del tessuto industriale del nostro paese e con esso oltre 300 mila posti di lavoro solo nel settore metalmeccanico. Oggi ci sono alcuni segnali positivi (come la crescita dei volumi di produzione del 2,7%) la crisi, così come l’abbiamo conosciuta, inizia ad allentare la sua morsa, ma ancora siamo lontani da una ripresa stabile. Purtroppo c’è ancora una sfiducia piuttosto diffusa e gli investimenti e le assunzioni che in altre fasi con questi dati si sarebbero fatte, adesso sono rallentate.” Dichiara il Segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli sviluppando una riflessione sulla situazione del settore metalmeccanico.

“Da oggi molte imprese industriali con crisi ancora aperte (Alcoa, Ilva, etc.) fanno i conti con una copertura di ammortizzatori sociali ridotta. Più volte abbiamo segnalato che passare alla “flex-security” ancora aperta, necessitava prima la operatività della nuova security fatta di nuovi ammortizzatori sociali e di politiche attive e poi, ragionare di “flex”. E’ avvenuto il contrario e i nuovi strumenti e l’Anpal non è ancora operativa. Spero sia chiaro a tutti che senza il superamento della frammentazione di politiche e di servizi prodotta dal mostro del Titolo V della Costituzione la missione sarà impossibile. Bisogna puntare sulle politiche attive per salvaguardare e aumentare l’occupazione, in particolare quella dei giovani, rilanciando lo strumento dell’apprendistato e lavorando seriamente sull’alternanza scuola-lavoro. Bisogna allo stesso tempo sapere che ci sono lavoratori che stanno perdendo la mobilità in zone del paese dove la desertificazione industriale, come la Sardegna e il Sud del paese, non lascia altre occasioni di lavoro in altri settori e spinge solo una nuova ondata migratoria.” Continua Bentivogli

“Occorre per questo lavorare per ripristinare, nel nostro Paese, un habitat adatto alla creazione di una nuova cultura d’impresa, interrompendo la fuga dall’impresa verso l’estero o la rendita, bisogna poi risolvere le crisi industriali ancora aperte non lasciando indietro nessuno, e spingere, come fatto con il Piano nazionale industria 4.0 ulteriormente sugli investimenti verso innovazione organizzativa e tecnologica e sulla formazione. L'industria metalmeccanica, con la continuazione della lieve ripresa dell'ultima parte dell'anno, segna nel 2016 una crescita complessiva dei volumi di produzione di circa il 2,7%, con dinamiche significative però solo in alcuni comparti.” Prosegue il Segretario Fim.

“Un andamento migliore di altri paesi europei ma ancora troppo timido e non in grado di recuperare il calo di oltre il 25% che si è registrato dall'inizio della crisi del 2008. In questa situazione rallenta il traino delle esportazioni, che ha consentito a molte aziende orientate sui mercati esteri, di reggere la crisi in questi anni, e cresce invece, seppur lievemente, la domanda interna e degli investimenti, a fronte dei provvedimenti di sostegno disposti con le ultime leggi di bilancio. La crescita economica, tuttavia, è ancora troppo debole e non si traduce nell'inversione di tendenza che sarebbe necessaria sul fronte del lavoro: sono molteplici le situazioni di ristrutturazione e di crisi nei grandi gruppi, con l'aumento di quasi il 7% della Cassa integrazione e il calo dello 0,7% dell'occupazione della grande impresa nel 2016 rispetto al 2015. Ciò si traduce in scenari non ottimistici relativamente all’occupazione, infatti oltre il 16% delle aziende prevede per il futuro prossimo riduzioni del personale, e solo il 14% stima degli incrementi occupazionali (con un 70% di imprese che considera stazionaria la situazione anche per il futuro) con un peggioramento delle prospettive per il complesso dell'industria metalmeccanica. Oltre a ciò vanno considerati i dati sull'occupazione giovanile che restano preoccupanti: tra i 15 e i 34 anni nel 2016 gli occupati risultano in calo. Investire sui giovani significa investire con misure concrete sulla loro formazione, sull’apprendistato e su una efficace alternanza tra scuola e impresa. Rinnovare il Contratto dei metalmeccanici ha rappresentato una base decisiva per aprire una fase politica nuova in cui puntare su un paese capace di modernizzarsi a partire dal funzionamento dello Stato, delle Banche, della Formazione. Non ci si occupa di lavoro concentrando esclusivamente l’attenzione, come fatto sin qui il dibattito su esodati, art.18 e mercato del lavoro e ora voucher. C’è molto altro da fare per le vere emergenze del lavoro.” Conclude il Segretario Generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.

Stampa

In base alla normativa in materia di privacy applicabile, CISL – Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori titolare del trattamento dei dati acquisiti tramite il presente sito informa l’utente che tale sito web non utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate nell'ambito della navigazione in rete. Il presente sito installa cookies di terze parti. La prosecuzione della navigazione, compreso lo scroll ed il click su elementi del sito, equivale a consenso.
Per maggiori informazioni, anche in ordine ai cookies tecnici utilizzati dal sito, e per negare il consenso all’installazione dei singoli cookie è possibile consultare l’informativa cookies completa