Salerno. Sbarra (Fai Cisl): Il voucher agricolo deve uscire fuori dalle aziende

Roma, 20 gennaio 2017. "Per ogni singolo buono lavoro che viene strappato da un'impresa agricola, c’è una persona che perde tutele: questo noi non possiamo né potremo mai accettarlo. Il voucher agricolo deve uscire fuori dalle aziende". Lo ha detto oggi Luigi Sbarra, segretario generale della Fai Cisl, concludendo a Salerno i lavori del convegno "Insieme contro il caporalato", organizzato dalla Federazione agroalimentare della Campania. "Il buono lavoro - ha aggiunto il leader nazionale della Fai - deve essere ricondotto alle funzioni originarie e impiegato esclusivamente per lavoretti occasionali di natura famigliare. Va invece assolutamente inibito nel settore primario per impieghi associabili a lavoro dipendente. Non è ammissibile che, in presenza di un modello contrattuale flessibile come l'agricolo, si continui su una strada che toglie stabilità, certezze e diritti". Sbarra ha poi sottolineato come la Legge contro il caporalato introduca "elementi di assoluta importanza e premi una impostazione concertata che oggi andrebbe recuperata su tanti altri temi. Ma - ha anche aggiunto - la battaglia non è terminata: si sposta ora sulla necessità di dare piena applicazione alle disposizioni, a cominciare dall'attivazione sui territori della Rete del lavoro agricolo e della Cabina di Regia. Serve una visione che individui negli Enti bilaterali locali soggetti centrali nella definizione di strategie di sistema su trasporti, servizi, politiche abitative, legalità, come indicato anche dal Protocollo del Viminale siglato lo scorso anno". Aprendo il suo intervento, Sbarra ha rivolto "il senso di più profonda solidarietà e vicinanza" da parte della Fai Cisl alle famiglie colpite dalle conseguenze del sisma in Abruzzo. "Sono momenti drammatici in cui tutti gli attori coinvolti devono agire uniti, coesi, senza strumentalizzazioni, per garantire il massimo sostegno alle comunità coinvolte". Hanno partecipato all'iniziativa, tra gli altri, il segretario confederale Cisl e commissario Usr Campania Piero Ragazzini, il segretario regionale Fai Raffaele Tangredi, l'assessore regionale Sonia Palmieri, il consigliere del Presidente della Regione per l'Agricoltura Francesco Alfieri,il direttore dell'Inps regionale Alberto Scuderi e i rappresentanti regionali delle associazioni datoriali agricole Rosario Rago (Confagricoltura), Salvatore Loffreda (Coldiretti) e Alessandro Mastrocinque (Cia). "Oggi la Fai e la Cisl lanciano un monito contro lo sfruttamento che vuole essere, allo stesso tempo, uno sprone alle istituzioni e un messaggio di speranza", ha detto da parte sua il commissario dell'Usr Ragazzini. "La Campania è una regione giovane, piena di energie e di potenzialità che purtroppo rimangono in buona parte inespresse. Proprio per questo deve essere considerata una delle più grandi opportunità di rilancio per il Paese". Le criticità sono tante e gravi: "Si pensi al livello di disoccupazione, in particolare a quello giovanile e femminile, più che doppio rispetto al dato nazionale. Si pensi alla drammatica assenza di investimenti produttivi pubblici e privati. Ancora, si pensi al veleno della criminalità che inquina e desertifica parte del tessuto sociale e produttivo". Nodi che per essere sciolti "richiedono un impegno comune tra società, istituzioni e politica verso politiche e strategie da coordinare insieme". Per questo, ha concluso Ragazzini, "serve un Patto che unisca Governo, Regioni, forze politiche, sindacati e rappresentanze datoriali nello stesso fronte riformatore". La via per il contrasto allo sfruttamento e lo sviluppo, ha ribadito nel suo intervento introduttivo il segretario regionale Fai Tangredi, passa per "una sinergia proficua sui territori tra istituzioni, sindacato, imprese e organizzazione no-profit. Dobbiamo lavorare insieme per informare e formare i lavoratori immigrati e locali, divulgare la cultura dei diritti, della legalità, dei contratti, della dignità della persona. Il malaffare nel settore agricolo si batte uniti in una battaglia da cui dipende anche la capacità di difendere l'eccellenza delle nostre produzioni".

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