Lavoro. Furlan: "Un manifesto di sfiducia ed un atto di accusa durissimo, il gesto e le parole del giovane che si è tolto la vita"

8 febbraio 2017 - "La lettera di Michele il giovane trentenne di Udine che si è tolto la vita è un manifesto della sfiducia di tanti giovani italiani nei confronti delle istituzioni e di tutta la classe dirigente del nostro paese. E' un atto di accusa durissimo che oltre a farci riflettere sul dramma di questo giovane deve spronarci ad assumere il tema del lavoro dei giovani come la vera emergenza nazionale". E' quanto scrive sulla pagina Facebook della Cisl la Segreteria Generale Annamaria Furlan. "Siamo rimasti tutti colpiti ed amareggiati dalla scelta terribile di Michele e dalla sua lettera. Vogliamo testimoniare come sindacato la nostra vicinanza alla famiglia di Michele ed a tutta la comunità di Udine colpita da questa tragedia. Il suicidio di Michele oltre che un atto di resa, è una sconfitta per tutti. Nessuno escluso. Per questo non servono oggi altre parole o promesse, ma dobbiamo fare tutti di più per una vera politica di inclusione: quella che dà il lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo e solidale come hanno sottolineato oggi il Presidente della Repubblica Mattarella ed i Vescovi delle regioni meridionali. Occorrono fatti concreti per rispondere all'atto di denuncia di Michele nei confronti della società italiana che non sa valorizzare il valore e la voglia di emergere di tanti giovani di tutte le regioni italiane oggi senza una occupazione stabile o costretti trovare in altri paesi europei una prospettiva di lavoro dignitosa e la speranza di costruire un futuro con maggiori certezze".

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