Scuola. Gissi Cisl: No alla riduzione di assunzioni in ruolo

Roma, 29 marzo 2017. Sarebbe molto grave se il governo decidesse di fare marcia indietro, riducendo le assunzioni in ruolo, rispetto all’impegno di dare alla scuola le necessarie risorse di personale. Grave e ingiustificabile. Non si tratta oltretutto di creare posti in più, ma solo di coprire con personale stabile quelli già esistenti, senza i quali sarebbe impossibile garantire il normale funzionamento del servizio. Tagliare il numero delle assunzioni in ruolo avrebbe come unico risultato un aumento della precarietà, a danno fra l’altro della continuità didattica, sulla quale si sono spese tante parole e su cui pone l’accento la stessa delega sull’inclusione degli studenti con disabilità, ma che è minata alla radice proprio dall’eccessiva precarietà del lavoro. Se, come si paventa, le assunzioni in ruolo venissero pesantemente ridotte, ci troveremmo ancora una volta di fronte a migliaia di posti affidati a personale precario; e pensare che anche quest’anno, dopo tanta retorica sulla fine della “supplentite”, i contratti a tempo determinato sono più di 120.000. Meno assunzioni in ruolo? Basta un minimo di buon senso per rendersi conto che si tratterebbe di una scelta irragionevole e dannosa, assolutamente da evitare.

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