Concessionarie autostradali. Prosegue la mobilitazione di sindacati: "Dal codice appalti ripercussioni su occupazione. Subito un incontro"

21 Aprile 2017 - Conferma dello stato di agitazione e richiesta di un incontro urgente al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e alle holding autostradali. Sono i primi provvedimenti emersi nel corso del coordinamento unitario FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil delle società concessionarie autostradali.

"La stesura definitiva del Codice appalti - spiegano le segreterie nazionali dei tre sindacati – ha ripristinato l’obbligo di mettere in gara l’80% dei lavori dei concessionari autostradali, dopo che il decreto correttivo aveva stralciato la manutenzione dall’obbligo del 20-80. Il testo definitivo risulta così sbagliato e dannoso, ed avrà ripercussioni pesantissime sui livelli occupazionali, con ben 3.500 lavoratori a rischio. Per porre un rimedio a questa situazione – aggiungono Feneal, Filca, Fillea – chiederemo un incontro urgente al Mit e alle holding autostradali Atlantia e Gruppo Gavio, nel quale indicheremo le possibili vie d’uscita, come la gestione diretta con l’internalizzazione delle società che effettuano lavorazioni in house. Inoltre ribadiremo che un provvedimento del genere ha come conseguenza la perdita di lavoratori altamente qualificati e la destrutturazione di imprese specializzate. Ma c’è di più: nonostante i recenti fatti di cronaca – accusano i sindacati – il rischio è che non siano più garantiti gli standard di sicurezza delle nostre strade ed autostrade, che mai come oggi hanno bisogno di manutenzione”.
Le società interessate sono Itinera, Abc, Sicogen, Sea, Interstrade e Sina per il gruppo Gavio, e Pavimental e Spea per Atlantia.

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