Lavoro. Furlan: "Non basta qualche decimale di Pil, dobbiamo cambiare il fiscal compact che non è allargamento debito ma investimento per il futuro"

15 maggio 2017- "Pace ed equilibrio nel mondo non possono fare a meno dell'Europa. Ma un continente disunito, preda di nazionalismo, populismo e xenofobia non potrà esercitare quel ruolo di garanzia della pace e di equilibrio esercitato negli ultimi sessanta anni". Lo ha detto nel suo intervento al Congresso della Cisl Toscana la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan che è tornata a sollecitare anche una svolta nelle politiche di sviluppo. "Speriamo che l'elezione di Macron in Francia possa dare nuova linfa alla costruzione degli Stati Uniti d'Europa mettendo da parte le politiche rigoriste e puntando sul lavoro dei giovani e sulla crescita. Dobbiamo ridiscutere il fiscal compact e lo statuto economico europeo. Non possiamo parlare sempre di decimali di Pil o contrattare un po' di flessibilità sui conti pubblici", ha affermato la leader della Cisl. "Per avere quelle risorse indispensabili per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di sbloccare gli investimenti pubblici per dare ossigeno all'economia europea ed alla nostra economia in particolare. I posti di lavoro si creano non con le norme ma investendo sugli strumenti strategici per la crescita, come le infrastrutture, l'innovazione, la ricerca, la formazione, le politiche attive del lavoro, l'alternanza scuola-lavoro. Tutte quelle cose che da vent'anni hanno visto una forte carenza ed una latitanza nel nostro paese. Esattamente il contrario di quello che hanno fatto paesi come la Germania o gli Stati Uniti. Cambiare l'Europa significa riaffermare che investire sugli strumenti della crescita non è un allargamento del debito ma investire sul futuro".

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