Edili. Il 25 maggio Feneal, Filca e Fillea si mobilitano in tutta Italia su pensioni, lavoro, contratto e sicurezza

Roma, 23 maggio 2017. “Non si arresta lo stato di allarme nel settore costruzioni.” Lo fanno sapere i sindacati di categoria Cgil Cisl Uil che giovedì 25 maggio scenderanno in varie piazze italiane per rivendicare politiche di rilancio per un settore economico “che deve tornare ad essere strategico per il paese” dichiarano i Segretari Generali Panzarella (Feneal Uil), Turri (Filca Cisl), Genovesi (Fillea Cgil). “Chiediamo investimenti e lavoro contro una crisi senza precedenti che continua a sferrare colpi come dimostrano anche gli ultimi dati dell’osservatorio casse edili che continuano a registrare cali: - 45% dei lavoratori, - 50% della massa salari , - 58% delle ore lavorate, - 44% delle imprese a gennaio 2017 su gennaio 2008.” “Occorre investire, spendere presto e bene le risorse – spiegano - perché il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso in molte sue parti ed il paese necessita di manutenzione, recupero e riqualificazione urbana.” Al Governo i sindacati chiederanno ancora una volta di trovare una soluzione al problema legato all’anticipo pensionistico per gli edili. Per come oggi è concepita la normativa rischiano di essere pochissimi gli operai edili over 60 che potranno accedere all’APE Agevolata, in quanto i requisiti attuali risultano eccessivi per chi, strutturalmente, lavora con discontinuità. “Mandare in pensione operai edili over 60 dopo tanti anni passati sulle impalcature – aggiungono - non è solo un atto di giustizia che sicuramente ridurrebbe i tanti incidenti tragici che negli ultimi anni sono aumentati in particolare tra gli operai più anziani, ma anche un modo per favorire le assunzioni di migliaia di giovani tecnici preparati ad affrontare le sfide di un’edilizia sempre più di qualità.” Infine sul rinnovo del contratto edile Feneal Filca Fillea chiedono alle controparti “di fare un salto di qualità per accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile e del riconoscimento delle professionalità vecchie e nuove.”

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