Pa. Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa: il decreto mobilità discrimina i lavoratori della Croce Rossa

Roma, 18 settembre 2015 - "Ci siamo impegnati a lungo per far sì che il processo di privatizzazione della Croce Rossa italiana non comportasse conseguenze negative sui lavoratori. Ora ecco che il decreto sulla mobilità li discrimina di nuovo, senza ragione e senza rispetto per le loro competenze". E' l'atto d'accusa dei sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.

"Con questo decreto - spiegano - il personale della Croce Rossa potrà transitare solo verso le Amministrazioni Centrali e non verso le Regioni ed il Servizio sanitario nazionale. Avranno cioè la possibilità di ricollocarsi solo in posti amministrativi, e non dove le loro preziose competenze e la loro professionalità ultradecennale potrebbero essere valorizzate".

"Non solo. Inspiegabilmente, malgrado lo stesso decreto dica che hanno la precedenza, si preclude loro la partecipazione alla prossima mobilità verso il Ministero della Giustizia che coinvolgerà 2000 unità di personale".

"Questa - sostengono i sindacati - è la mobilità della Ministra Madia: spostare i lavoratori come pedine senza tener conto della professionalità e della specializzazione acquisita negli anni. Questa è la mobilità del governo Renzi: discriminare i lavoratori in una perenne logica di divide et impera. Chiediamo al Governo e al Ministro della Pubblica amministrazione di chiarire una volta per tutte quali sono le loro intenzioni verso i lavoratori della Croce Rossa, e se c'è una reale volontà di salvaguardare posti di lavoro, professionalità e salari".

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