Previdenza. Petriccioli: "Serve una attenzione politica per consolidare lo sviluppo della previdenza complementare"

Roma, 8 giugno 2017. "A fronte di una realtà positiva che rappresenta ormai il 9% del Pil, con oltre 151 miliardi di euro di risorse gestite, la previdenza complementare rischia di rimanere un'esperienza incompiuta che lascia scoperti soprattutto i lavoratori delle piccole e piccolissime imprese, quelli del pubblico impiego e quelli a più basso reddito", lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando la Relazione annuale per il 2016 della Covip. "Occorre un rinnovato impegno ed investimento di fiducia della politica e delle parti sociali per sviluppare una previdenza complementare pienamente diffusa, in grado raggiungere i lavoratori di tutti i settori produttivi. In questi anni le Parti sociali hanno sostenuto lo sviluppo delle iscrizioni ai fondi pensione, anche attraverso iniziative innovative realizzate in alcuni settori, ad esempio con l'adesione generalizzata dei lavoratori, tramite la destinazione del contributo a carico del datore di lavoro alla previdenza complementare ma serve un quadro legislativo stabile in grado di valorizzare le opportunità che la previdenza complementare può offrire ai lavoratori, non solo in termini di concorso alla realizzazione di trattamenti previdenziali adeguati nell'età anziana, ma anche di utilizzo della Rita, Rendita Integrativa da Trattamento Anticipato, per l'anticipo pensionistico. Per questi motivi ci aspettiamo che il Governo dia attuazione agli impegni assunti con la "fase due" dell'intesa del 28 settembre 2016 sulla previdenza, riprendendo il confronto con le Organizzazioni sindacali sulle misure utili a stimolare la crescita delle adesioni e sostenendo con adeguate iniziative di politica fiscale e di indirizzo strategico il contributo che la previdenza complementare può dare in termini di investimenti nell’economia reale e nello sviluppo infrastrutturale", ha concluso Maurizio Petriccioli.

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