Pensioni. Cgil, Cisl, Uil: bene incontro con il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ma resta il nodo Naspi

Roma, 4 luglio 2017. E’ stato un incontro “positivo e costruttivo" per i sindacati quello che si è da poco concluso con il Presidente dell'Inps Tito Boeri sull'ape social e precoci. Per Cgil, Cisl e Uil erano presenti i Segretari confederali, Nicola Marongiu, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti. Per i sindacalisti il confronto, spiegano, “ha avviato a risoluzione due dei tre punti critici posti dal decreto sull’anticipo pensionistico il cui termine ultimo per presentare la domanda scade il prossimo 15 luglio”. I tre segretari confederali hanno sottoposto a Boeri una serie di "problemi tecnici", due dei quali in via di soluzione, un terzo e' invece "non risolvibile per via amministrativa" e sara' posto all'attenzione del Ministero del Lavoro nell'incontro sulla fase 2 che iniziera' a breve in via Veneto. La questione più semplice riguarda un "codice Inail sbagliato nel testo del decreto" necessario per il riconoscimento delle operatrici socio-sanitarie. Su questo, spiegano i sindacati, la soluzione sembra trovata. Il secondo tema riguarda i lavoratori che hanno lavori frammentari, in particolare nell'edilizia; per questi e' complicata la ricostruzione dei periodi lavorativi. La proposta dei sindacati e' quella di utilizzare la Cassa Edile come ente sostitutivo per le dichiarazioni, una soluzione, su cui, riferiscono ancora Cgil-Cisl-Uil, l'Istituto e' d'accordo e per il quale potrebbe bastare un accordo tra Inps e Cassa edile. Infine il terzo nodo riguarda i lavoratori licenziati e da tre mesi senza Naspi che abbiano sospeso il beneficio per contratti a termine con stipendio sotto gli 8.000 annui. Per come è scritto il decreto, rilevano i sindacati, questi disoccupati sarebbero penalizzati rispetto a chi non ha accettato nessun lavoro ed esclusi dall'accesso alla pensione anticipata. Un problema però non risolvibile dall'Inps in via amministrativa, ma che necessita di un intervento di modifica del decreto. "Porremmo questo tema al Ministero del Lavoro", concludono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Marongiu, Petriccioli e Proietti.

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