Metalmeccanici. Presidio dei lavoratori per riaprire il confronto

Roma, 17 luglio 2017. Le Rsu e Fim-Fiom-Uilm territoriali e nazionali hanno organizzato un un presidio dei lavoratori di Agile-Eutelia per sollecitare interventi di politiche attive delle diverse istituzioni locali e nazionali. L’azienda, con oltre 800 addetti, si occupava di servizi avanzati di information technology, è stata dichiarata fallita nel 2010; i proprietari e vertici sono stati condannati in primo grado nel 2015 per bancarotta fraudolenta. Il presidio, per richiedere la riapertura del confronto e individuare sbocchi occupazionali ai 300 lavoratori oggi sospesi e sui quali grava a dicembre la scadenza degli ammortizzatori sociali, si è svolto questa mattina davanti al Ministero dello Sviluppo Economico. In questi mesi sono state avanzate dal sindacato diverse proposte innovative, dal settore energetico, all’infrastruttura della banda larga, a quello del recupero dei beni confiscati alle mafie, che potrebbero costituire risposte ai bisogni sociali e istituzionali e nel contempo opportunità di lavoro e riqualificazione per i lavoratori.
Il Viceministro Teresa Bellanova ha incontrato una delegazione delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori. Ascoltando le proposte sindacali, ha voluto rimarcare la costante attenzione del Ministero pur evidenziando la situazione di difficoltà generale del settore. Il Viceministro ha assunto in ogni caso l’impegno ad avviare delle verifiche con gli altri Ministeri con le Regioni interessate per valutare la possibilità della convocazione di un incontro nel mese di settembre, come richiesto dal sindacato. Per la Fim-Cisl occorre che il MiSE assuma un ruolo di pieno coordinamento dei vari soggetti istituzionali, per definire soluzioni industriali e costruire percorsi di politiche attive del lavoro. Le competenze e le disponibilità dei lavoratori non devono andare disperse e possono incrociare positivamente le esigenze sociali di intervento in diversi campi di attività. Quella di Agile Eutelia è un’altra delle vertenze nazionali che mettono a rischio posti di lavoro nel settore dell’alta tecnologia anche della Capitale, che in questi anni sta assistendo a un progressivo impoverimento. Su questo la politica deve assumere piena responsabilità, per dare prospettive al tessuto industriale capitolino e del Paese e alle migliaia di lavoratori coinvolti.

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