Sanità. Papotto (Cisl): Aprire formazione specializzandi agli ospedali pubblici per evitare collasso

Roma, 21 agosto 2017. "E' necessario aprire agli ospedali pubblici ed al servizio sanitario nazionale la formazione dei medici specializzandi per evitare il collasso del sistema visto che mancheranno circa 40 mila medici specialisti nei prossimi anni". Lo sottolinea in una nota il Segretario Generale della Cisl Medici, Biagio Papotto. " E' davvero sconcertante il quadro che secondo alcune indiscrezioni giornalistiche emerge dalla relazione dell'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica consegnata nei giorni scorsi al Ministero della Salute ed al Ministero dell'Universita'. Una scuola di specializzazione su dieci che prepara i giovani medici alla professione e' senza i requisiti minimi di qualita', con la mancanza di strutture adeguate, laboratori nelle sedi universitarie, garanzia di standard assistenziali di alto livello negli ospedali dove viene svolto il tirocinio. A questo punto e' opportuno il suggerimento dello stesso Osservatorio: fare lavorare in corsia gli specializzandi negli ospedali pubblici convenzionati con le universita'. Questa e' oggi l'unica soluzione possibile per evitare di perdere il numero delle borse per i medici specializzandi ed anzi aumentando ulteriormente i posti del concorso. Per questo occorre subito aprire un confronto tra le organizzazioni sindacali, le associazioni dei medici specializzanndi ed i due ministeri competenti per sbloccare il concorso per l'ingresso nelle scuole di specializzazione atteso con ansia da piu' di un anno da 13 mila neolaureati in medicina, stabilendo finalmente regole precise e trasparenti, in modo da non lasciare nel limbo dell'incertezza migliaia di giovani medici".

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