Pensioni. Petriccioli (Cisl): Alla flessibilità bisogna unire l'adeguatezza

Roma, 30 agosto 2017. "Oggi sono arrivate alcune ipotesi di soluzione da parte del Governo per migliorare l'accesso alla pensione dei giovani che avranno pensioni interamente calcolate col metodo contributivo ed alcune aperture per il rilancio della adesioni alla previdenza complementare e per la parificazione della tassazione delle prestazioni dei lavoratori pubblici al livello di quella dei privati. Sono ipotesi positive ma ancora non sufficienti per tenere insieme, secondo lo spirito dell'intesa del 28 settembre 2016, il necessario ripristino delle condizioni di flessibilità nell'accesso al pensionamento con il tema dell'adeguatezza dei trattamenti pensionistici". Lo ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, dopo l'incontro con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali sull'attuazione dell'intesa sulla previdenza per quanto riguarda le misure a favore delle giovani generazioni nel sistema contributivo."Ci è stato prospettato dal Governo un intervento volto ad aumentare le possibilità di pensionamento dei lavoratori più giovani con pensioni esclusivamente contributive riducendo la soglia del trattamento pensionistico minimo maturato (da 1,5 a 1,2 volte l'assegno sociale) necessario per l'accesso alla pensione con 66 anni e 7 mesi e proponendo anche un meccanismo di garanzia che consenta la percezione di un trattamento minimo ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota del l'assegno sociale. È però necessario rimuovere anche il vincolo che lega la possibilità di pensionamento nel contributivo a 63 anni e 7 mesi al raggiungimento di una soglia di importo minimo della pensione pari a 2,8 volte il valore del l'assegno sociale ed eliminare l'aggancio dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita, perché nel sistema contributivo i lavoratori vengono doppiamente penalizzati dato che l'aspettativa di vita incide sia sull'aumento dei requisiti pensionistici, sia sul calcolo della pensione attraverso la riduzione periodica dei coefficienti di trasformazione. Lo sviluppo della previdenza complementare resta fondamentale sia per conseguire pensioni più adeguate, sia un'opportunità per chi vuole utilizzare RITA ai fini dell'anticipo pensionistico, sia infine una potenzialità per far crescere gli investimenti nell'economia reale che va colta", ha concluso Maurizio Petriccioli

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