Lavoro.Furlan: "Sì al patto proposto da Calenda per il rilancio economico di Roma"

27 settembre 2017 - La crisi di Roma deve far riflettere quanti hanno responsabilità istituzionali e politiche, ma anche il mondo delle imprese e tutte le espressioni della società civile. Nessuno può dire di non avere colpe nello stato di degrado civile, sociale ed economico in cui versa la Capitale d'Italia. Ha fatto bene il Ministro dello Sviluppo, Calenda, a convocare un tavolo di "concertazione" con il Comune di Roma, la Regione Lazio e tutti i soggetti sociali". E' quanto sostiene la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un intervento su "Il Messaggero". "Non partiamo da zero. Abbiamo fatto un accordo importante, "Fabbrica Roma", ai primi di giugno con la Sindaca di Roma, Raggi, per rilanciare l’economia della Capitale. Ed anche la Regione Lazio sta dando un contributo positivo con la giusta attenzione ai problemi occupazionali e di ricollocazione dei lavoratori. Fissare insieme impegni reciproci, obiettivi, tempi e verifiche è il percorso giusto per affrontare i problemi del paese e delle nostre città in uno spirito di co- responsabilita', in cui ciascuno deve fare la propria parte. Roma è la cartina di tornasole del divario tra ricchezza e povertà esistente nel nostro paese. Oggi solo il 10 % dei Romani vive nelle zone centrali della città, il restante 90% risiede in quartieri nati dall'abusivismo, abbandonati, dove non si fa manutenzione e sono peggiorati il livello di sicurezza, di assistenza sanitaria, i servizi pubblici. Anche noi siamo convinti che occorre un "patto industriale" per Roma, una vera alleanza strategica per concordare gli interventi per favorire gli investimenti, aiutare le piccole imprese a svilupparsi, cogliendo le opportunità del territorio con progetti di innovazione tecnologica applicati non solo all'industria esistente ma anche ai servizi, al terziario, alle attivita' commerciali. Ma dobbiamo occuparci anche dei problemi della mobilità e dei trasporti, della carenza di abitazioni per le famiglie sfollate, della messa in sicurezza delle abitazioni e del patrimonio architettonico, del problema dei rifiuti e della salubrita' dell'ambiente. Roma ha bisogno di progetti di inclusione sociale, soprattutto nelle periferie oggi totalmente abbandonate, dove la malavita molto spesso diventa una pericolosa attrazione per i giovani senza lavoro. Manca un rapporto costruttivo tra scuola, industria, esigenze e bisogni del territorio, il legame tra università ed istituti di ricerca. Dobbiamo ripartire dalle politiche attive per il lavoro, dalla formazione, da una vera alternanza scuola-lavoro, dalle reti digitali, con incentivi fiscali per le start-up e per chi vuole venire ad investire a Roma. Sono esigenze e problemi comuni a tante realtà metropolitane. Il circuito turismo, cultura, creatività, ma con un vero piano di sviluppo organico e strutturale, potrebbe rappresentare un elemento importante per l'economia della Capitale. Ma serve una strategia per indirizzare gli investimenti nelle infrastrutture materiali ed immateriali, per dare respiro e vitalita' alla valorizzazione dei beni culturali, artistici ed architettonici. Dobbiamo tornare a parlare di lavoro a Roma ed in tutto il paese, ascoltando i bisogni dei giovani, con meno slogan e più fatti'.

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