Metalmeccanici. Honeywell di Alessa. Dopo 25 giorni di presidio ancora nessuna risposta. Bentivogli (Fim Cisl): "Inaccettabile, subito un tavolo"

13 Ottobre 2017 - Prosegue la protesta dei lavoratori di Honeywell di Alessa contro la decisione presa dall'azienda statunitense, che nel sito abruzzese produce turbo compressori per auto, di chiudere per poi delocalizzare la produzione in Romania e Slovacchia. Oramai da 25 giorni in presidio davanti ai cancelli del loro stabilimento di Atessa (Val di Sangro) i 420 lavoratori  non hanno ancora ricevuto risposta dal gruppo che in questi giorni ha fatto sapere che "dopo lo spin-­‐off societario appena avviato, ha bisogno di attendere un mese per raccontarci le ricadute sullo stabilimento di Atessa".

"Non è accettabile" sottolinea Marco Bentivogli, Segretario generale della Fim Cisl chiedendo "subito un tavolo per trovare una soluzione. Una vergogna la mancanza di rispetto per i lavoratori e le istituzioni italiane. - aggiunge - Il comportamento di un’azienda che decide di fare le valigie e rifiuta qualsiasi confronto non è tollerabile da qualsiasi istituzione democratica.. "utto questo avviene nonostante la Honeywell di Atessa rappresenta un’eccellenza per qualità e professionalità, nonché un fornitore di importanza strategica per altre fabbriche dell’ automotive presenti in Val di Sangro. Le delocalizzazioni rappresentano un depauperamento del tessuto industriale e sono sempre inaccettabili, tanto più quando a scegliere questa strada sono aziende, come la Honeywell, che macinano utili a livello globale. Questa decisione quindi va unicamente nella direzione della massimizzazione del profitto a spese dei lavoratori e del nostro Paese. In questi anni abbiamo fatto accordi di efficienza e produttività che hanno portato il nostro costo del lavoro ad un livello più basso di quello francese, comprimendo la produzione in 2 turni anziché in 3 pur mantenendo gli stessi volumi. È inaccettabile che dopo quasi un mese di presidio, nonostante le tante manifestazioni di solidarietà giunte dal territorio, non ci sia stata ancora la convocazione di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Chiediamo al Ministro l'immediata convocazione del tavolo: serve una soluzione concreta che salvaguardi lavoro e professionalità. Ufficio Stampa Fim Cisl

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