Emergenza casa. Falotico (Cisl): "Insufficienti le misure per la casa contenute nella legge di bilancio"

Roma, 18 ottobre 2017 – Si è svolto oggi in Senato un incontro tra il segretario generale del Sicet Cisl, Nino Falotico, il segretario generale del Sunia Cgil, Daniele Barbieri ed il gruppo del Partito democratico presieduto dal capogruppo in commissione Bilancio, Sen. Giorgio Santini sulle misure per la casa contenute nella legge di stabilità appena licenziata dal governo. “La situazione abitativa nel nostro paese è critica e va affrontata con modalità e risorse adeguate" ha dichiarato il segretario generale del Sicet Cisl, Nino Falotico che già nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme  chiedendo la costituzione di una task force per dare una risposta concreta a circa 24mila famiglie. 
“L’emergenza casa  - ha detto Falotico nel corso dell'incontro- è il risultato dei tagli al welfare abitativo fatti nel corso degli anni e al mancato rifinanziamento degli istituti di sostegno agli inquilini deboli. L’Italia vive una situazione paradossale: abbiamo più abitazioni che famiglie, 31,2 milioni contro 24,6 milioni, pertanto vi sono 7 milioni di abitazioni vuote, eppure non si riesce a dare un risposta strutturale al disagio abitativo”, ha osservato il segretario del Sicet nel corso dell’audizione, sottolineando che “qualsiasi misura di politica abitativa non può prescindere dal rifinanziamento dell’offerta a canone sociale”. Per Falotico “serve un piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica da sostenere con un prelievo fiscale di scopo sul comparto immobiliare o destinando una quota prestabilita del bilancio nazionale e regionale alle politiche per la casa”. 

 Sul capitolo dell’emergenza sfratti il segretario del Sicet ha segnalato che nel 2016, secondo i dati forniti dal ministero degli Interni, sono in aumento sia le richieste di esecuzione di sfratto (158.720, +3,09%) sia gli sfratti eseguiti (35.336, +7,99%), mentre resta alto il numero dei provvedimenti di sfratto emessi, seppure in flessione del 5,5% rispetto al 2015, pari a 61.718, di cui 54.829 per morosità o altra causa diversa dal normale termine del contratto di locazione o da necessità del locatore. “Per ridurre l’emergenza sfratti e il rischio di deprivazione abitativa – ha sottolineato Falotico – è necessario riformare la legge 431/98 attraverso il superamento del doppio regime dei contratti assegnando al canone agevolato-convenzionato il ruolo di regolatore generale della locazione privata attraverso un contratto nazionale dell'affitto, integrato dagli accordi locali, da definire con la contrattazione collettiva. Inoltre serve un dispositivo normativo per la graduazione e la programmazione locale della concessione della forza pubblica su tutti i provvedimenti di rilascio in base alle possibilità di ‘rialloggio’ delle famiglie e la cronologia del titolo esecutivo”.
 
“Per fare politica abitativa servono risorse e di risorse in questa legge di bilancio ne vediamo davvero poche. Bisogna cambiare lo spartito che i governi hanno suonato negli ultimi anni – ha rivendicato Falotico – portando il fondo per la morosità incolpevole dagli attuali 11 milioni almeno a 50 milioni di euro per dare un risposta a circa 7 mila famiglie disagiate e destinando almeno altri 500 milioni al fondo di sostegno alle locazioni che nelle ultime due leggi di stabilità è stato praticamente azzerato nonostante le 245 mila richieste pervenute”. Per il segretario del Sicet è necessario inoltre accorpare la governance dei due fondi “per superare le attuali difficoltà gestionali” - ha concluso  e rivedere il sistema delle detrazioni fiscali per gli inquilini portando al 19 per cento la detrazione del canone di affitto nel settore privato, "soluzione che tra l’altro favorirebbe – ha spiegato Falotico – l’emersione dei contratti parzialmente o totalmente a nero”.

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