Edili. Ape social, respinte dall'Inps circa il 70% delle domande ricevute entro il 15 luglio. Filca Cisl: "Decisione inaccettabile"

20 Ottobre 2017 - “Fare subito chiarezza sulle queste rigidità imposte dall’Inps e dare seguito alla riforma delle pensioni introdotta dal governo, che prevede misure importanti come l’Ape sociale, per le quali ci siamo battuti e sulle quali non intendiamo arretrare di un centimetro, anzi". Così il segretario nazionale della Filca-Cisl Stefano Macale in merito alla decisione  presa dall’Inps di respingere quasi il 70% delle domande di Ape sociale ricevute entro il 15 luglio. Una decisione "ingiusta, sbagliata ed inaccettabile” che spinge la Filca a chiedere "un intervento netto e risolutivo del ministro Poletti, che anche in questo caso non saprà sottrarsi alle proprie responsabilità e saprà trovare la soluzione a questo pasticcio all’italiana. Anche perché nel frattempo nei cantieri si continua a morire, e oltre il 22% delle vittime è ultra sessantenne”.

"Molti di quei richiedenti – spiega Macale – sono lavoratori edili che hanno passato una vita nei cantieri, un lavoro durissimo e faticoso. Alimentare le loro speranze e aspettative, per poi utilizzare meri cavilli, come i codici Ateco delle aziende di appartenenza, per negare loro di andare in pensione è quanto di più deprecabile e odioso. Il comportamento dell’Inps – rincara la dose Macale – è a dir poco vergognoso, e sapere che con i ricorsi una parte di quelle domande respinte sarà accolta non cambia lo stato delle cose. Non è la prima volta che l’Inps, per mere questioni di cassa, interpreta in modo restrittivo gli accordi, a volte andando anche contro la legge". Bisogna subito fare chiarezze su queste rigidità imposte dall’Inps e dare seguito alla riforma delle pensioni introdotta dal governo, che prevede misure importanti come l’Ape sociale, per le quali ci siamo battuti e sulle quali non intendiamo arretrare di un centimetro, anzi. A questo punto – prosegue il segretario nazionale della Filca – chiediamo un intervento netto e risolutivo del ministro Poletti, che anche in questo caso non saprà sottrarsi alle proprie responsabilità e saprà trovare la soluzione a questo pasticcio all’italiana. Anche perché nel frattempo nei cantieri si continua a morire, e oltre il 22% delle vittime è ultra sessantenne”, conclude Macale.

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