Ilva. Nuova convocazione al Mise per Fim, Fiom e Uilm

25 ottobre 2017. Nuova convocazione di Fim, Fiom e Uilm nazionali ad un incontro al Mise. La comunicazone è arrivata alle organizzazioni sindcali ieri sera da parte dei Commissari straordinari di Ilva e dei rappresentanti di AM InvestCo Italy, dopo rinvio dell’incontro del 9 ottobre deciso dal Ministro Carlo Calenda. Le organizzazioni sindacali -si legge in una nota congiunta-  "anche questa volta, dopo la mobilitazione dei giorni scorsi  con una grandissima adesione dei lavoratori di Ilva e delle istituzioni delle province interessate, si presenteranno al tavolo superando integralmente i contenuti indicati nella comunicazione ex art. 47 del 6 ottobre u.s. e riconfermando l’inaccettabilità degli esuberi dichiarati e delle penalizzazioni delle condizioni economiche e normative, livelli retributivi, inquadramento e di anzianità. Occorre ristabilire le condizioni iniziali del confronto senza condizioni prestabilite e vincolanti. -sottolineano Fim, Fiom e Uilm- Per noi il negoziato si può avviare solo a partire da un serio confronto sul Piano Industriale ed ambientale e con approfondimenti su investimenti, volumi produttivi ed organizzazione del lavoro anche in rapporto all’indotto. Il Governo, che ha deciso di rinviare l’incontro del 9 ottobre per una mancanza del rispetto sostanziale degli impegni da parte dell’azienda, favorisca un negoziato urgente ma vero facendo chiarezza anche sul ruolo dei Commissari straordinari (sua espressione) che hanno condiviso con AM InvestCO Italy i contenuti della comunicazione dell’art. 47 che noi ribadiamo, ancora una volta, risultano essere “inaccettabili ed ingiustificabili”.  Ci attendiamo, dopo le audizioni alla Camera ad al Senato in cui sono state condivise le posizioni delle organizzazioni sindacali, anche il pieno sostegno di tutte le forze politiche. Continueremo, per tutta la durata del negoziato, con lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva e proseguendo gli incontri con le istituzioni locali". Conclude la nota

www.fim-cisl.it

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