Marcia Roma. Cuccello: "Pagina inquietante della storia del paese che deve ancora oggi farci riflettere"

28 ottobre-  “La marcia su Roma fu una pagina oscura, inquietante della storia del nostro paese. Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare la lezione di quel lontano 28 ottobre 1922, dal momento che siamo purtroppo in una epoca che ha delle analogie sul piano delle paure e delle incertezze, con rigurgiti pericolosi di xenofobia ed antisemitismo nella società italiana come è accaduto recentemente a Roma”. Così il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, in occasione dell'iniziativa  "28 ottobre 2017, l'antifascismo in marcia", organizzata dall’Anpi svoltasi in Campidoglio oggi a Roma. "La cura economica, politica e sociale che il regime fascista somministrò al paese dopo la marcia su Roma dell’ottobre del 1922 fu un vero disastro” ha sottolineato ricordando come  "per il sindacato libero quegli anni furono terribili. Si cercò, infatti, di ridurre al silenzio la nostra attività, di rendere illegale ogni forma di espressione dei lavoratori che non fosse di plauso al regime. Abbiamo resistito, nella clandestinità e nell’esilio e come Cisl siamo orgogliosi di poter dire che i segni più vistosi ed incisivi di insofferenza al regime, le prime crepe profonde, furono aperte proprio dagli scioperi dei lavoratori, organizzati anche a rischio della loro stessa vita. Ecco perché la data del ventotto ottobre del 1922 deve farci riflettere e ricordarci che i valori della democrazia, il pluralismo delle idee, la tollerenza e la libertà di parola da noi conquistati con grande sacrificio per tutti possono essere, purtroppo, facilmente travolti: sta alla nostra azione, alla scuola ed alla società civile mantenerli vivi e solidi" cnclude Cuccello.

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