Agroalimentare. Pensioni, Fai Cisl, serve una svolta per i lavoratori del settore. Riconoscere la gravosità di certi impieghi

Modena, 9 novembre 2017 - "Sulle pensioni dei comparti agricoli, alimentari e ambientali serve una svolta. Valorizzare la specialità di questi settori vuol dire anche riconoscere la specificità del lavoro sui quali si fondano, a partire dalla gravosità di certi impieghi, per i quali non si può pretendere il pensionamento a 67 anni. Ci vuole equità: ne va della salute e della dignità di tanti lavoratori, ma pure della sostenibilità di settori che spingono lo sviluppo del Paese". 

Così il segretario generale della Fai Cisl Luigi Sbarra, intervenuto oggi a Modena nell'ambito del direttivo della federazione territoriale dell'Emilia Centrale.
Nel sostenere la mobilitazione della Fai su riforme che attraversano previdenza, fisco, mercato del lavoro e legalità, Sbarra ha auspicato che il tavolo aperto tra Governo e sindacati "conduca tra l'altro all'apertura di un confronto sul riconoscimento dello status di lavoro usurante per braccianti agricoli, imbarcati pesca, addetti alimentaristi e per gli operai idraulico-forestali impegnati in contesti di forte disagio".
Si tratta di "un passo di civiltà, da affiancare al necessario e urgente allargamento del bacino dell'Ape Sociale e al blocco di un innalzamento automatico dell'età pensionabile che condanna i lavoratori dei nostri comparti a un percorso oggettivamente insostenibile".
"Il nostro impegno - ha concluso Sbarra - prosegue in tutta Italia con campagne di assemblee nei luoghi di lavoro e su tutti i territori, e una raccolta firme a sostegno di queste riforme e della nostra complessiva piattaforma programmatica".

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