Università e lavoro. Cuccello: “Serve sinergia tra forze sociali, imprenditoriali e ricerca per le generazioni del futuro”

Roma, 10 novembre 2017- “Il cambio di passo all’interno del mondo universitario e della ricerca avvenuto in un contesto di ristrettezze economiche come quello che abbiamo vissuto negli ultimi dieci anni non può che essere valutato positivamente, del resto, le 1.500 assunzioni di giovani ricercatori non sono un fatto neutro”. Il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, intervenendo oggi al convegno “L’Università italiana nell’Europa di domani” organizzato dal Miur ha sottolineato l’impegno della Cisl affinché “il mondo accademico della Ricerca e dell’Università diventino sempre più volani di crescita e di laboratorio per le future generazioni italiane che saranno protagoniste dello sviluppo del nostro paese”.
“E’ evidente che siamo in una fase di grande cambiamento e il mercato del lavoro richiede nuove professionalità, e proprio l’Università – ha sottolineato Cuccello - può essere il soggetto che forma i nostri giovani a quello su cui le imprese più serie vogliono investire. E’ negli atenei italiani che si possono creare i nuovi skill necessari per le innovazioni richieste all’interno dei servizi, della logistica, dell’industria e in generale del cosiddetto lavoro 4.0”.
“In questo contesto – ha aggiunto il Segretario confederale della Cisl –è necessario stringere un nuovo patto tra famiglie e formazione universitaria con costi più accessibili, che garantisca il diritto allo studio anche a chi a causa delle difficoltà economiche di questi anni di crisi rischia i di rimanere indietro, rendendo stagnante la possibilità di ascensione sociale dei figli di chi ha di meno, i figli appunto dei lavoratori, che come Cisl ci onoriamo di rappresentare” .
“Perché ciò avvenga occorre che tutte le forze politiche che nei prossimi mesi s’impegneranno nella campagna elettorale per il governo del paese, considerino i temi della ricerca e della formazione come argomenti non di divisione, ma di condivisione per il futuro dell’Italia senza spreco di risorse. E’ necessario inoltre – ha concluso Cuccello – che attraverso Fondimpresa, Cgil Cisl Uil , Confindustria e Università costruiscano l’ambiente ideale per determinare le grandi professionialità necessarie per le esigenze che il mercato richiede, senza dispersioni, ma favorendo la formazione di cui i giovani effettivamente necessitano”

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