Credito. Accordo Banca Carige- sindacati su cessione di 56 dipendenti a Credito Fondiario. First Cisl: "Bene, ma incomprensibile non fare gestione in house"

Roma, 6 febbraio 2018 -  "Fondamentale aver sancito la tenuta contrattuale dentro al settore del credito per i 56 dipendenti coinvolti nella vendita delle sofferenze di Carige, anche se continuiamo a ritenere illogico questo genere di operazioni, quando si potrebbe invece lavorare sulla gestione paziente in house dei crediti deteriorati”. Così Vilma Marrone, della segreteria nazionale di First Cisl, circa l'accordo sottoscritto nella notte tra Banca Carige e sindacati sulla cessione di 56 dipendenti a Credito Fondiario nell'ambito dell'accordo di vendita della piattaforma di servicing della banca ligure e sulle ricadute al trasferimento del ramo d’azienda del recupero crediti e del contenzioso da Banca Carige al Credito Fondiario. Fondamentale soprattutto "in un momento nel quale le banche sembrano avere in mente solo di liberarsi in fretta degli npl (non performing loans) dei lavoratori che li gestiscono, anche a costo di buttarli fuori dall’area del credito come già avvenuto in Unipol Banca dove si è attuata un’operazione che solleva molti dubbi anche sul piano della legittimità" sottolinea. 

“Pur non condividendo il senso di simili operazioni - spiega Alessandro Mutini, responsabile di First Cisl in Carige – abbiamo ritenuto fondamentale quanto meno garantire ai lavoratori, che passano al Credito Fondiario per gestire gli 1,2 miliardi di crediti deteriorati già venduti e altri npl tuttora in Carige, di poter proseguire la loro attività senza soluzione di continuità, con ampie garanzie occupazionali, anche rispetto alla sede di lavoro, che rimane a Genova, e senza subire peggioramenti sul piano contrattuale. Abbiamo inoltre pattuito che nel caso si verifichino tensioni occupazionali, inclusa l’eventuale chiusura della sede di Genova del Credito Fondiario, Carige si impegna a riassumere i lavoratori che non fosse possibile gestire con gli strumenti volontari previsti dal contratto nazionale e dalla legge e questo per dieci anni qualora vi fosse il recesso del mandato di gestione da parte di Carige e fino al 30 aprile 2021 se le problematiche si verificassero invece direttamente nel Credito Fondiario”.





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