Istruzione. Insegnanti aggrediti, Gissi (Cisl Scuola): "Occorre prevenzione, ma gli insegnanti non possono farsene carico da soli"

Roma, 15 febbraio 2018 - "L’episodio segnalato oggi solleva un altro problema, forse meno preoccupante sotto il profilo delle dinamiche sociali e culturali, molto di più invece per un altro aspetto, quello della solitudine nella quale troppo spesso è lasciata la scuola nel gestire la presenza di alunni con problemi di disagio comportamentale più o meno evidenti". Così Maddalena Gissi, Segretaria generale Cisl Scuola sul nuovo episodio di aggressione di cui è stata vittima un’insegnante, picchiata da un alunno che era stato rimproverato. Il fatto accade questa volta in una regione del nord,  - osserva Gissi - a riprova che il fenomeno, emergente a diverse latitudini, si presenta come un diffuso “male comune”, dal quale non consegue ovviamente il minimo gaudio. È di pochi giorni fa il gesto gravissimo del genitore che si vendica di presunti torti subiti dal figlio aggredendo un docente, spia della gravissima crisi che investe il rapporto tra i soggetti fondamentali nel processo educativo e formativo di una giovane persona, la famiglia e la scuola.

"Anche se, per fortuna, non sempre destinata alla ribalta delle cronache, -prosegue Gissi - la realtà è diffusissima, la si potrebbe considerare il rovescio della medaglia di un grandissimo vanto della nostra scuola, la sua accoglienza e la sua inclusività, senza uguali forse nel mondo. Ma gli insegnanti non possono farsene carico da soli: devono essere affiancati e sostenuti, in modo sistematico, nella fatica e nelle specifiche difficoltà che tutto ciò comporta. Devono poter contare sulla presenza concreta, attiva e visibile dei soggetti che, agendo a vario titolo sul territorio con compiti di natura assistenziale o di cura, dovrebbero prendersi sempre la loro parte di carico dei problemi, in una logica quanto più possibile preventiva di intervento" conclude.

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