Contratti. Petteni: “Politiche attive, formazione, welfare e partecipazione, elementi prioritari dell’accordo con Confindustria” 

Roma, 28 febbraio 2018.  “L'accordo con Confindustria su modello contrattuale e rappresentanza costituisce il punto più avanzato di realizzazione della piattaforma unitaria del gennaio 2016, con la quale come Cisl abbiamo voluto dare un futuro alla contrattazione in questo paese”. E’ quanto dichiara Gigi Petteni, Segretario Confederale Cisl in una nota a seguito dell’intesa raggiunta questa notte.
“Abbiamo realizzato un’intesa moderna e adeguata ai tempi che corrono – ha sottolineato – in cui siamo chiamati a sostenere una ripresa da irrobustire e nuove relazioni industriali utili all'impresa e alle persone che lavorano. E' stato importante - continua Petteni – affermare l’impegno del sindacato nel testo condiviso sulla rappresentanza prima che sulla contrattazione. Si tratta del primo accordo sindacale che finalmente si pone l'obiettivo di misurare la rappresentatività di tutti i soggetti che stipulano contratti datoriali oltre che sindacali. Definire l’esatto perimetro di una contrattazione rappresentativa, anche in rapporto con le altre parti datoriali, sarà il primo impegno di contrasto effettivo al dumping contrattuale”.
“Per quanto riguarda il modello contrattuale abbiamo preteso che nei singoli CCNL vengano indicati il Tem (Trattamento economico minimo) e il Tec (Trattamento economico complessivo) come elementi certi di ogni contratto – ha puntualizzato - per stabilire minimi validi in tutto il settore e valorizzare quelle voci retributive (scatti, EDR, elemento perequativo, previdenza complementare, welfare) che oggi nobilitano la contrattazione. E' una innovazione importante e una soluzione che, se ben attuata, renderà inutile ogni proclama elettorale sul salario minimo”.
“Da ultimo - conclude Petteni - voglio sottolineare come la contrattazione di oggi e di domani sarà caratterizzata più da temi innovativi che da alchimie. Per la Cisl è molto importante aver stabilito che i temi delle politiche attive, della formazione per le competenze del lavoro che cambia, del welfare contrattuale e soprattutto della partecipazione dei lavoratori, diventeranno in futuro elementi prioritari della contrattazione con Confindustria. La contrattazione si rigenera se trova nuovi campi su cui agire, non solo regole sterili. Pagare meglio e di più lavoratori più competenti da parte di imprese competitive e innovative, secondo contratti fatti da parti rappresentative e capaci, è in poche parole, la sintesi di questo accordo”. 
 

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