Sanità. La Cisl Medici chiede più tutele alle Regioni

Roma, 9 marzo 2018. "Una valutazione complessiva e puntuale dei rischi cui vanno incontro i medici e i professionisti nella loro attività lavorativa, un monitoraggio costante almeno delle situazioni che statisticamente sono più critiche, l’installazione di telecamere a protezione di medici e professionisti sanitari, la creazione di opportune tutele assicurative ad hoc a carico delle Regioni". Queste le richieste avanzate da Annalisa Bettin, Segretario Nazionale Cisl Medici alle Politiche di Genere e Welfare, delle Pari Opportunità e del Coordinamento Donne che in una nota scrive di "aver appreso, dagli organi di stampa,  che ieri 8 marzo, 'una collega di Continuità assistenziale in Puglia, provincia di Lecce, avrebbe subito un tentativo di violenza sessuale da parte di un paziente dal quale si era recata per effettuare una visita domiciliare'. Ciò sarebbe avvenuto -prosegue Bettin- a pochi mesi di distanza da un altro grave episodio di minacce rivolto ad un altra collega di C.A. in visita domiciliare in Toscana, tanto da indurre la collega e sporgere denuncia".

"Oggi l’attività medica e più in generale Sanitaria in Italia è non solo usurante con notevoli rischi intrinseci e connaturati ma anche soggetta a pericoli contingenti indipendenti dall agire del medico o del professionista, poco o non completamente prevedibili e/o prevenibili per cui risultano non più procrastinabili azioni e meccanismi di tutela della sicurezza degli operatori e programmi ad ampio raggio concordati con le parti sociali. Il crescente numero di medici e operatrici sanitarie donne giovani rappresenta un valore aggiunto per il SSN e per la crescita economica del nostro Paese come ci ricorda persino l’Europa. Al contempo non è stata effettuata una seria valutazione delle criticità collegate alla sempre più numerosa presenza di donne in Sanità".

"La CISL Medici -conclude la Segretaria- intende riaffermare ancora una volta il valore dei Medici e dei Professionisti sanitari, di quegli “insostituibili” che devono essere riconosciuti nel loro prezioso lavoro di assistenza e di cura, pilastro di coesione sociale, e nella loro dignità di donne e yomini che rendono un servizio unico ed insostituibile alla società".

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