Commercio. Prosegue la mobilitazione sindacale contro le aperture commerciali nelle giornate di festività

Roma, 29 marzo 2018 - "Attraverso la contrattazione regolamentare flessibilità volontaria e retribuita". Così Il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri ha ribadito la posizione della categoria sul tema del lavoro domenicale e festivo e sulle liberalizzazioni degli orari di aperura degli esercizi commerciali. Sul tema prosegue infatti  la mobilitazione dei sindacati con numerose iniziative di protesta indette unitariamente a livello regionale dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e nello specifico contro le aperture commerciali nel corso delle festività pasquali dell’1 e del 2 aprile, del 25 aprile e del 1° maggio. 

In Veneto i sindacati hanno avuto un confronto con il tavolo etico della Regione; in Emilia Romagna le sigle di categoria Cgil Cisl Uil hanno indetto uno sciopero “per il giorno 1° aprile e l’astensione dal lavoro per il 2 aprile invitando a aderire i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le festività svolte all’interno dei centri commerciali”; in Toscana i sindacati hanno indetto due giornate di sciopero per l’1 e il 2 aprile; nel Lazio i sindacati regionali, nel considerare “la scelta di alcune aziende della distribuzione di aprire al pubblico uno stravolgimento del vivere sociale della comunità democratica, fondata anche sul valore sociale della festività“ hanno indetto lo stato di agitazione ed hanno invitato i lavoratori a non fornire prestazioni lavorative nella domenica di Pasqua; in Puglia le tre federazioni hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori della grande distribuzione per l’1 e il 2 aprile; in Sicilia le segreterie regionali hanno indetto 8ore di sciopero per le giornate del 2 aprile, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.

Il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri ha ribadito la posizione della categoria sul tema del lavoro domenicale e festivo e sulle liberalizzazioni degli orari di aperura degli esercizi commerciali «che non hanno sortito l’effetto sperato sugli aumenti di fatturato delle imprese» perché, ha sottolineato, "non è cresciuto il reddito dei consumatori e dei lavoratori dipendenti sui quali grava una tassazione tra le più alte in Europa». Il sindacalista ha posto l’accento sul ruolo della concertazione tra enti locali e sindacati "alla quale affidare la competenza sul calendario di aperture commerciali» e della contrattazione decentrata «per regolamentare una flessibilità contrattata e retribuita e la volontarietà della prestazione domenicale e festiva".

 

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