Terziario. Mediamarket conferma chiusura. Sindacati pronti alla mobilitazione

Roma, 12 aprile 2018- I sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e UIltucs sono pronti a riprendere la mobilitazione al termine del confronto in sede ministeriale con Mediamarket a sostegno della vertenza dei circa 700 addetti delle società del gruppo, sul mercato con le insegne Mediaworld, Saturn e Media World Compra On Line.
La direzione dalla catena di elettronica di consumo ha mostrato il suo volto peggiore confermando le annunciate chiusure dei punti vendita di Grosseto e Milano Stazione Centrale, il trasferimento della sede di Curno in provincia di Bergamo a Verano Brianza e la decisione unilaterale di eliminare dal 1° maggio 2018 il bonus presenza e la maggiorazione economica del 90% prevista per il lavoro domenicale. A complicare la situazione l’indisponibilità aziendale sulla proroga del contratto di solidarietà, sollecitata dai sindacati, in scadenza al 30 aprile 2018, nei 17 punti vendita Mediaworld~in Liguria, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna dove sono occupati complessivamente 115 full time equivalent corrispondenti a circa 200 dipendenti.
I sindacati, si legge nel verbale di incontro redatto al termine del confronto, “contestano nel metodo e nel merito il trasferimento della sede di Curno, la chiusura dei punti vendita di Grosseto e Milano Centrale e l’interruzione del contratto di solidarietà”. Le tre sigle denunciano la mancanza di informazioni e l’assenza di risposte “sui dettagli del preventivo dell’anno fiscale 2017/2018 in particolare  - si legge nel documento – su eventuali necessità che l’impresa si pone di riduzione del costo del lavoro”. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs denunciano inoltre “quanto emerge dal documento pubblico rintracciato sul sito di Ceconomy in cui emerge che l’obiettivo per l’Italia di Mediamarket per il biennio 2017/2018 è di ridurre l’organico della rete vendita e della sede del 10%”.  Le tre sigle stigmatizzano infine l’impossibilità di raggiungere accordi collettivi "in mancanza di una formale dichiarazione di esuberi da parte dell’impresa  ai sensi della legge 223/91 e la totale contrarietà ad imporre trasferimenti ai lavoratori”.
«Un’azienda dalla doppia faccia – ha affondato la funzionaria sindacale della Fisascat Cisl Elena Maria Vanelli - perchè mentre annuncia chiusure e trasferimenti si dichiara pronta ad investire nella direzione dell’omnicalità, dichiarando anche l’apertura di un nuovo punto vendita in Piemonte e affermando che il modello fisico del retail rimane il core business dell’impresa». «Quello che è evidente è il totale disinteresse nei confronti dei lavoratori e della loro professionalità, trattati come merce ed esposti a trasferimenti forzati mascherati da finto buonismo e dalla disponibilità a giungere ad accordi individuali sulla volontarietà del passaggio» ha aggiunto la sindacalista. «La Fisascat Cisl – ha concluso - resta in prima linea in una vertenza che lascia l’amaro in bocca per l’ipocrisia aziendale e per la mancanza di responsabilità etica e sociale dimostrata da Mediamarket nel non voler dare ai lavoratori la possibilità di accedere almeno agli ammortizzatori sociali».
 

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