Metalmeccanici. Raggiunto accordo alla Polti: al centro partecipazione, sostenibilità e competenze

17 aprile 2018.  "Dopo l’ex-Alcoa di Portovesme in Sardegna e la Manfrotto in Veneto, anche alla Polti di Bulgarograsso 220 dipendenti, in provincia di Como, storica azienda del Made in Italy, è stato raggiunto un accordo sindacale che mette al centro la partecipazione, la sostenibilità e le competenze". Così il Segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.
La Polti rappresenta una delle eccellenze italiane nel settore delle macchine per la pulizia domestica che ha superato la crisi grazie alla collaborazione tra sindacato, lavoratori e impresa e oggi sta ripartendo facendo tesoro di questa esperienza mettendo in campo, oltre che gli investimenti in ricerca e tecnologia, le persone. L’intesa prevede un ruolo attivo dei dipendenti che ci: “mettono la faccia” per promuovere i prodotti che vengono pensati e realizzati completamente in Italia, tanto che il 14-15 aprile lavoratori (operai e impiegati) e dirigenti sono stati fianco a fianco in molti centri vendita e store della Lombardia per promuovere il “loro prodotto”: Moppy prodotto dell’anno 2018 per la pulizia dei pavimenti. Al centro di questa nuova visione d’impresa, non più luogo di scontro ma di creazione di benessere diffuso per lavoratori e territorio, dove la formazione rappresenta la vera leva strategica per garantire futuro e competitività insieme alla crescita professionale. L’intesa prevede un secondo step in cui verrà fatta l’analisi del “bilancio delle competenze” in linea con quanto previsto dal Contratto nazionale dei metalmeccanici per generare successivamente una formazione mirata a valorizzare ogni singolo lavoratore.
Qualche benpensante penserà che sia un degrado della identità di classe essere orgogliosi dei prodotti che si contribuisce a realizzare. In realtà è quanto avviene in tutte le aziende avanzate del mondo dove imprese e sindacato fanno vincere produttività e sostenibilità mai disgiunte. Solo nei salotti permane una visione "infernale" della fabbrica, che il lavoratore deve odiare come i prodotti che realizza. I lavoratori e la Fim Cisl credono che sia fondamentale liberarsi nel lavoro e non dal lavoro e questo percorso prevede condizioni di lavoro migliori in fabbriche che siano luoghi di crescita personale e partecipazione.

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