Terremoto. Cgil, Cisl, Uil al Governo: "Prorogare a dicembre la riscossione delle ritenute fiscali"

Roma, 27 aprile 2018 - "Cgil, Cisl, Uil chiedono al Governo che venga prorogata fino alla fine dell'anno la riscossione delle ritenute prevista a favore di coloro che risiedono nei comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto". E' quanto si legge in una nota unitaria. "Nell’ambito delle misure introdotte a favore delle popolazioni delle regioni del Centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, - sostengono i Sindacati - il Legislatore aveva previsto la possibilità, per coloro risiedono nei Comuni terremotati, di chiedere al proprio sostituto d’imposta (indipendentemente dal suo domicilio fiscale) di non operare, a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2017, le ritenute alla fonte previste dalla legge (articolo 48, comma 1-bis, Dl 189/2016 e smi). La recente legge di bilancio 2018 ha previsto che la ripresa della riscossione delle ritenute non operate avviene entro il 31 maggio 2018. Più precisamente è stato stabilito che il versamento può essere effettuato in forma rateale, fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 31 maggio 2018 (articolo 1, comma 736, legge 205/2017, che ha modificato il comma 11, articolo 48, Dl 189/2016). I sostituti d’imposta, che non hanno operato le ritenute, sono comunque tenuti a procedere al conguaglio di fine anno (o di cessazione del rapporto), evidenziando nella CU (Certificazione Unica) consegnata ai dipendenti l’ammontare delle ritenute operate e quello delle ritenute sospese. In questo modo, infatti, i contribuenti che hanno chiesto la sospensione possono quantificare le somme dovute e procedere ai versamenti". Per Cgil, Cisl, Uil, "è opportuno valutare, come è avvenuto in precedenti occasioni legate ad eventi sismici, una riconsiderazione del termine previsto per la ripresa della riscossione. La richiesta considerata congrua dai territori sarebbe quella di dicembre 2018 (invece di maggio 2018) per l’inizio del versamento attraverso un intervento urgente. Occorre utilizzare strumenti nazionali o regionali per consentire di posticipare il termine e dare quindi una risposta alle necessità delle popolazioni colpite da sisma".

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