Pensioni. Ganga: "D'accordo con UE su misure che rafforzino capacità redistributiva. Serve confronto con istituzioni su piattaforma sindacati"

30 aprile 2018 - "La Commissione europea nel suo rapporto sulla adeguatezza delle pensioni pubblicato oggi suggerisce all'Italia di prendere misure che rafforzino la capacità redistributiva delle pensioni obbligatorie anche integrando le prestazioni con quelle dei fondi pensione. Siamo assolutamente d'accordo. E' quello che abbiamo cercato di fare con il confronto con il Governo nel 2016 e nel 2017 con cui siamo riusciti, pur condizionati da pesanti vincoli finanziari, a reintrodurre elementi di solidarietà ed equità nel sistema previdenziale e a far riconoscere che i lavori non sono tutti uguali e anche la Commissione questo lo riconosce". Lo ha dichiarato il Segretario Confederale della Cisl, Ignazio Ganga. "Sappiamo che c'è ancora molto lavoro da fare- ha sottolineato Ganga- e vogliamo continuare sulla strada della solidarietà anche nel futuro. In questa direzione va la nostra richiesta di ragionare su di una pensione di garanzia per i pensionati del futuro, in particolare i giovani che hanno oggi carriere spesso discontinue e retribuzioni non sempre adeguate e sulla copertura previdenziale dei periodi di cura. Auspichiamo per questo che sia possibile confrontarci quanto prima con le istituzioni non chiudendo il cantiere previdenziale aperto nel Paese per volere del Sindacato. La posizione della commissione  - ha concluso Ganga - rafforza le istanze della Cisl trovano spazio nella piattaforma sulla previdenza sulla quale insistere rispetto ad alcune necessità, in particolare:

  • Rendere strutturale il modello degli anticipi pensionistici messi in essere con l’istituto dell’Ape (sociale, volontaria e aziendale);
  • la pensione contributiva di garanzia per i giovani;
  • l’integrazione delle categorie dei lavori gravosi e usuranti attraverso il confronto nella specifica commissione stabilita dall’accordo governo sindacati da varare immediatamente insieme a quella che dovrà confrontarsi sulla spesa pensionistica;
  • la rivisitazione del meccanismo della perequazione che agisca sulle pensioni in essere;
  • l’incentivazione dell'adesione ai fondi di previdenza complementare;

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