Lavoro. Sbarra: "Su gig economy serve più chiarezza legislativa e valorizzazioone della contattazione"

8 maggio "La sentenza sui rider Foodora ci mette di fronte al bisogno di elevare tutele attraverso maggiore chiarezza legislativa e più contrattazione con le aziende. Sono tanti i ‘casi Foodora’ in Italia, e migliaia le persone, ragazzi e non, che si trovano a svolgere un lavoro di fatto subordinato, ma senza alcuna garanzia di un contratto collettivo. A queste persone dobbiamo subito dare risposte di vera protezione sociale e riconoscere maggiori diritti su temi quali salario, previdenza, malattia, sicurezza, formazione, maternità”. Così Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, oggi a Udine per partecipare a un’iniziativa Fnp sulla staffetta generazionale.

C’è un paradosso, nell’economia 4.0 – aggiunge il sindacalista -: da una parte tanta forza lavoro impiegata nei cosiddetti ‘lavoretti’ e schiacciata dal dumping contrattuale, dall’altra migliaia di posti di profilo alto vacanti. Per questo, bisogna anche rafforzare l’apprendistato duale e l’alternanza scuola-lavoro: troppi i casi in cui i ragazzi si trovano a ricoprire ruoli di nessun valore formativo. Occorre operare in maniera selettiva su ogni territorio e promuovere e potenziare percorsi coerenti con le specializzazioni locali. Deve affiancarsi poi un investimento nella riqualificazione professionale e nelle politiche attive per il ricollocamento e un esercizio contrattuale che punti su welfare sociale, formazione e partecipazione, come previsto dal Patto per la Fabbrica. Impegni che vanno di pari passo con la valorizzazione di una generazione di pensionati attivi che tanto possono dare allo sviluppo dei territori mediante contrattazione sociale. Questo è il Patto di cui ha bisogno il Paese: un progetto in cui interessi e aspirazioni tra vecchie e nuove generazioni siano armonici e lontani dalla dannosa retorica della rottamazione. La società è pronta, la Cisl è in campo con le proprie proposte: è la politica, ora, che deve dare segni di responsabilità”, conclude Sbarra.

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