Lavoro. Dati Istat, Sbarra: "Occupazione trainata dai contratti a termine. Servono politiche attive e contrasto ad atteggiamenti patologici di alcune aziende"

Roma, 12 giugno- "Il confronto tra primo trimestre 2018 ed il trimestre precedente mostra una sostanziale stabilità degli occupati, anche se il dato anno su anno segnala una buona crescita dell’occupazione. Senza voler enfatizzare il momento di stallo dopo due anni di crescita ininterrotta dell’occupazione, preme sottolineare ancora una volta che a crescere sono solo i contratti a termine, mentre quelli a tempo indeterminato da mesi sono in riduzione". Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, commentando i dati sul mercato del lavoro diffusi oggi dall’Istat a margine dell’iniziativa Together be Happy at Work, organizzata dal sindacato di via Po. “Questi dati – ha aggiunto il numero due Cisl - trovano solo una parziale spiegazione nella fisiologia dei comportamenti economici, in presenza di una ripresa economica non ancora consolidata. Una parte di spiegazione va infatti ricercata nei comportamenti patologici di alcune aziende che lavorano con piattaforme digitali, dai lavoratori interinali di Amazon ai riders dei giganti delle consegne di cibo a domicilio. A problemi complessi – ha incalzato Sbarra -servono risposte riflettute ed articolate: si deve partire sia con misure da tempo attese come il rafforzamento delle politiche attive, sia con un confronto tra governo e parti sociali per arginare i comportamenti spregiudicati”. In merito all’iniziativa Cisl sulla condizione del lavoro femminile, Sbarra ha sottolineato come "siano già molti gli sportelli di servizio, gli integrativi aziendali e i codici etici siglati in questi anni per costruire relazioni industriali più attente alle ragioni della conciliazione vita-lavoro, dei congedi parentali, di un welfare sensibile alle esigenze specifiche delle lavoratrici”. Tuttavia, “c'è ancora tanto da fare, alla luce di numeri su violenze e discriminazioni che continuano ad essere agghiaccianti: una donna su tre nel corso della vita è vittima di molestie e ricatti sul luogo di lavoro. La Cisl sfida Governo e controparti su una battaglia che riguarda tutti e che coinvolge la sfera legislativa, contrattuale e culturale”. In particolare, “vanno elevate tutele e garanzie mediante maggiori controlli, formazione, welfare sociale. Bisogna imporre il rispetto di leggi già esistenti ma poco applicate, e valorizzare bilateralità e contrattazione decentrata, coinvolgere la dimensione della scuola per attivare percorsi di educazione alla parità di genere”.

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