Caporalato. Rota "Fai Cisl): "La legge 199 non è un orpello burocratico, ma una conquista di civiltà. Se Centinaio è pronto a confrontarsi si ricordi di noi"

15 giugno 2018 - “Il Ministro Centinaio ha affermato che con la legge sul caporalato non è migliorato niente e che è pronto a confrontarsi con gli agricoltori onesti. Si ricordi allora di noi, che assieme alle altre organizzazioni di categoria abbiamo chiesto un incontro e non abbiamo ancora ricevuto risposta. Non vogliamo contribuire ad alcuna polemica sulla pelle dei lavoratori, ma ci teniamo a spiegare le ragioni di un milione di operai agricoli che chiedono un contratto nazionale dignitoso e delle tante persone ancora sfruttate nell’agroalimentare, e soprattutto vogliamo ricordare che prima della legge i processi per questo reato erano una trentina mentre oggi sono centinaia proprio perché è possibile complicare la vita di sfruttatori che di onesto non hanno un bel niente”.

Così Onofrio Rota, Segretario generale della Fai Cisl, che aggiunge:
“Siamo pienamente d’accordo col Ministro quando parla di contrasto all’italian sounding e alla concorrenza sleale, e appunto per questo vogliamo ribadire che il caporalato è un danno enorme per le imprese sane e che le agromafie hanno fatturato nel 2017 qualcosa come 22 miliardi di euro. Anche quella di chi pratica il dumping sociale e la corsa al ribasso su salari e diritti è concorrenza sleale. La legge 199 contro il caporalato e il lavoro nero in agricoltura, da questo punto di vista, non è un orpello burocratico, ma una conquista di civiltà. Centinaio si confronti anche con noi per evitare di mandare messaggi equivoci che fanno rialzare la testa a chi specula sulla pelle dei lavoratori, in particolare dei tanti migranti impiegati nel settore. Anche perché non si può pretendere di debellare ghetti e baraccopoli se poi non si contrastano il lavoro nero e stipendi da due o tre euro l’ora”.
“Se c’è qualcosa della legge 199 che non funziona – conclude Rota – è perché manca ancora la realizzazione di quegli strumenti territoriali che possono veramente incidere sulla prevenzione, a cominciare dagli interventi su collocamento, trasporti, alloggi, Rete del lavoro agricolo di qualità. Non sono complicazioni inutili ma parte di un lavoro che dobbiamo ancora completare, con il contributo di tutti”.

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