Ilva. Bentivogli (Fim Cisl): "Dopo 40 giorni ancora non ci sono risposte chiare. Ma il tempo è scaduto da mesi e non si gioca a carte scoperte"

Roma, 9 luglio 2018  - "Inaccettabile per la Fim Cisl che dopo 40 giorni ancora non ci siano risposte chiare sul’Ilva. E’ una vertenza che si strascina da sei anni, il tempo che passa rappresenta un pericolo per i lavoratori e non porta nessuna soluzione per ambiente e salute". Così  Marco Bentivogli, Segretario generale della Fim Cisl in una nota diffusa al termine del secondo incontro tra il Ministro Di Maio e le organizzazioni sindacali sulla vertenza Ilva a 40 giorni dall’insediamento del nuovo Ministero. "Oggi gli unici passi avanti su ambiente e salute a partire dalla copertura dei Parchi Minerari  - spiega - è stata ottenuta al tavolo sindacale. Fare di più va sempre meglio, ma intanto bisogna fare quello che è previsto dall’AIA su cui siamo ancora indietro, altro che accelerazione. L’impianto ogni giorno che passa diventa sempre più insicuro e pericoloso, questa gestione commissariale è una vergogna: ci sono lavoratori che si fanno aggiustare le imbragature, da quando c’è la gestione commissariale sono aumentati gli infortuni e morti, per non parlare dell’ambiente. Se dovesse succedere qualcosa ci saranno precise responsabilità del Governo, che ha dato la proroga. Lei non può dire che i Commissari si sono prorogati da soli.Lo abbiamo detto a tutti i Ministri di tutti i Governi prima del suo: il problema reale è che il tempo è scaduto, vorremmo capire cosa significa oggi l’affermazione del Ministro: “fare di più sul piano ambientale”". 

"Il precedente incontro era avvenuto il 18 giugno, dal quale attendevamo - spiega Bentivogli -  per le ore successive informazioni e rassicurazioni che “non avrebbe proceduto unilateralmente ma coinvolgendoci“, peccato che le notizie sono arrivate a mezzo stampa. Il ministro ha aggiornato le parti rispetto alla decisione di prorogare il commissariamento fino al prossimo 15 settembre, stiamo facendo uno studio approfondito delle 23mila pagine del dossier Ilva, da una prima lettura il Ministro ha detto che ci sono alcune criticità sulle quali ci aspettiamo risposte da parte di ArcelorMittal. In particolare sulle tempistiche che vanno riviste e migliorate, sulle tecnologie utilizzate e molto di più va fatto sul piano occupazionale. Il Governo a detta del Ministro durante l’incontro ha l’ambizione di migliorare il piano ambientale che occupazionale.

Lo stesso DiMaio ha precisato di aver chiesto delle rassicurazione ai commissari affinché l’esercizio di bilancio fino al 15 settembre data ultima della proroga del commissariamento, debba essere garantito il funzionamento attuale dello stabilimento. La data del 15 settembre è solo l’ultima della proroga, contiamo che si possa raggiungere un intesa quanto prima.

L’AIA è la più restrittiva d’Europa in termini di ambientalizzazione. Ci sono 1.3 miliardi sequestrati alla famiglia Riva vincolati e da usare per fare le cose previste dell’AIA, il resto sono chiacchiere. Nessuno di noi accetterà mai più un’ILVA che inquina! Abbiamo fatto un anno e due mesi di trattativa per azzerare gli esuberi, se si vuole rimettere in pista questa trattativa ripartiamo da lì, ma subito. Ci sono aziende dell’indotto che licenziano o non pagano gli stipendi. Manca poi nelle parole del Ministro chiarezza rispetto alla domanda già posta la scorsa volta dalla FIM servono parole certe: il Ministro vuole mantenere aperta l’Ilva lavorando all’ambientalizzazione oppure no. In campagna elettorale avevate detto che la volevate chiudere, avete cambiato idea? È un segno d’intelligenza ma ditelo"conclude.

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