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Previdenza. Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al MInistro Di Maio. Ganga: "Sulla quota 100 chiediamo i 63 anni per comprendere Ape sociale"

Roma, 30 luglio - "Abbiamo chiesto un incontro per capire quali potrebbero essere i percorsi in materia di previdenza che dovranno caratterizzare il confronto con le organizzazioni sindacali. Abbiamo letto diverso cose, sulla quota 100 ad esempio noi preferiremmo 63 anni per comprendere anche il ragionamento fatto in questi anni sull'Ape sociale". Così il Segretraio confederale della Cisl, Ignazio Ganga, in merito alla richiesta di un incontro inviata al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi di Maio, formalizzata in una lettera firmata insieme ai segretari confederali di Cgil e Uil, Roberto Ghiselli e Domenico Proietti. 

“Le chiediamo un incontro al fine di poter discutere della previdenza, argomento complesso e, soprattutto in questa fase, molto sentito sia dalle persone che rappresentiamo che da tutti i cittadini” si legge nella lettera unitaria nella quale oltre a sottolineare l'esigenza di aprire un confronto sulle questioni più generali legate alla previdenza, si evidenziano inoltre alcuni temi più specifici che per le tre confederazioni “andrebbero affrontati con la massima urgenza”. Dalla “situazione relativa alla gestione dell’Ape sociale e degli interventi a favore dei lavoratori ‘precoci’, con particolare attenzione al monitoraggio sulle domande presentate”, alla “gestione della norma relativa ai lavori gravosi, la cui individuazione - spiegano Ghiselli, Ganga e Proietti - ha un impatto non solo sulla gestione dell’Ape sociale e degli interventi per i lavoratori precoci, ma anche sull’esonero dell’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2019”. 

Cgil, Cisl e Uil chiedono poi “il celere avvio del lavoro delle Commissioni istituite nell’ultima legge di Bilancio, che, entro il 30 settembre 2018, dovrebbero presentare le relazioni sulle proprie rilevazioni relative alla speranza di vita e alla distinzione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale”. Infine, intendono sottoporre all’attenzione del Ministero “il superamento dell’istituto della prescrizione dei contributi per i dipendenti pubblici, problema affrontato solo parzialmente e che lascia senza tutela ancora moltissimi lavoratori”.

 

 

 

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