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Lavoro. Furlan: "Conte coinvolga le parti sociali. Serve un piano per la crescita e gli investimenti"

Roma, 6 agosto 2018. "C’è bisogno di discutere della visione economia complessiva: della crescita, degli investimenti pubblici e privati, della riforma degli ammortizzatori sociali, della previdenza, del fisco. Abbiamo molte vertenze importanti da risolvere. Il Presidente Conte deve coinvolgere le parti sociali per discutere degli aspetti chiave dell’economia italiana». È questo l’appello di Annamaria Furlan, Segretaria Generale della Cisl, in una intervista al quotidiano cattolico “Avvenire”. "L’impressione è che l’esecutivo non voglia affrontare in termini complessivi il tema della crescita. Hanno subito messo le mani alle regole sul mondo del lavoro, con il decreto dignità, come se i nuovi posti si creassero con le norme e non con l’espansione economica. È coerente con questo clima da campagna elettorale permanente, dove servono annunci continui. Servirebbe invece uno sguardo lungo sul lavoro e l’economia. Un vero piano per la crescita”, aggiunge la leader Cisl. Sul decreto dignita’ la Furlan sottolinea che “gli obiettivi delle norme sono in parte condivisibili: tutti vogliono diminuire la precarietà. Tra gli strumenti previsti ce ne sono di positivi: penso agli ostacoli alle imprese che prendono contributi pubblici e poi vanno all’estero lasciando qui i disoccupati, oppure alla lotta alla ludopatia. Non credo che ci si possa stracciare le vesti per avere ridotto da 5 a 4 le proroghe per i contratti a tempo determinato, dato che la media europea è di 2-3 rinnovi. La reintroduzione dei voucher è invece profondamente sbagliata, settori come il turismo o l’agricoltura avevano già gli strumenti adatti a coprire il lavoro giornaliero, riallargare le maglie rischia di alimentare il dumping contrattuale. Sulle causali dei contratti, forse l’aspetto più controverso, avevamo suggerito di non irrigidire il sistema affidando il tema alla contrattazione aziendale. Ascoltare le parti sociali avrebbe sicuramente aiutato a fare meglio le cose”. Sulla flat tax, la leader Cisl aggiunge: "Vedremo come concretizzeranno le promesse elettorali. Noi da tempo chiediamo una riforma fiscale che rende più pesanti le buste paga di lavoratori e pensionati, ridistribuendo la ricchezza a partire da quelli che definiamo i maggiori azionisti dell’erario, cioè i lavoratori che pagano le tasse regolarmente e le famiglie bisognose. Ma il cuore della legge di bilancio dovrebbe essere un altro: occorre pensare alla crescita. Invito il governo a prevedere investimenti importanti su formazione, innovazione, ricerca, infrastrutture. Temi come Industria 4.0 e il rapporto scuola-territorio-impresa sono fondamentali fattori dello sviluppo. È indispensabile avere un piano specifico per rilanciare il Mezzogiorno. Dovrebbe esserci questo, al centro della strategia economica del governo”. Sulla vicenda Tav e Tap la Furlan sostiene che “sarebbe un disastro bloccare le grandi opere. Avremmo immediatamente riflessi occupazionali negativi e negheremmo al Paese risorse per crescere. Non è possibile questa continua incertezza che pesa anche sulle grandi vertenze. Come l’Ilva, che con l’indotto dà lavoro a 20mila persone. Mi sembra che sulla compatibilità ambientale siano stati fatti passi avanti, occorre combinare il diritto alla salute con il diritto al lavoro e mi pare che si stia trovando la strada. Il governo deve dire con chiarezza che cosa vuole fare di questa grande azienda. L’Italia deve restare competitiva nella produzione di acciaio di qualità”. Infine su un ritorno dello Stato in Alitalia, la Furlan aggiunge : “Non abbiamo preclusioni. Ma anche qui biosigna uscire dagli annunci e discutere seriamente.Servirebbe comunque un partner internazionale, capace di guidare una grande compagnia aerea, un asset fondamentale per un paese a forte vocazione turistica com’è il nostro. E bisogna far partecipare i lavoratori”.

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