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Commercio. Cuccello: "Di Maio apra tavolo di confronto con parti sociali. Va riaffidata questa materia alla contrattazione tra comuni, aziende e sindacati"

10 settembre 2018 - "Siamo molto attenti alla posizione del Governo che sembra intenzionato ad affrontare il tema delle chiusure domenicali dei centri commerciali, dopo anni di battaglie della nostra categoria dei servizi e del commercio, la Fisascat Cisl". Lo sottolinea il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, responsabile del settore del terziario e dei servizi. "La nostra non è mai stata una battaglia di retroguardia. La liberalizzazione del Governo Monti non ha portato alcun vantaggio concreto da nessun punto di vista: non ha prodotto maggiore fatturato per le aziende, nè un numero maggiore di posti di lavoro e non ha contribuito ad aumentare i salari. La Cisl registra da tempo una grande insofferenza tra la forza lavoro, impegnata nei vari punti vendita. Ricordiamo che il lavoro domenicale o festivo non viene retribuito, ma recuperato nei "periodi di minor lavoro", ovvero si sta a casa, molte volte in maniera forzata, in momenti "meno pregiati" dell'anno. Il tempo trascorso lavorando nelle giornate in cui ci sono momenti da poter condividere con i propri familiari non ha prezzo. Se il Governo ed il Parlamento vogliono giustamente correggere l’eccessiva "deregulation" della legge Monti devono riaffidare questa competenza alla contrattazione decentrata tra comuni, aziende e sindacati in modo da garantire la giusta flessibilità negli orari, turnazioni regolari, una maggiore retribuzione per i lavoratori e, soprattutto, la volontarietà della prestazione domenicale e festiva, distinguendo anche tra zone turistiche e luoghi fuori dal contesto urbano. Ecco perché sarebbe importante che il Ministro Di Maio avviasse subito un tavolo di confronto con i sindacati di categoria maggiormente rappresentativi per valutare una soluzione condivisa, in raccordo con le amministrazioni locali. Chi tenta di forzare la discussione equiparando altri lavori ed altri lavoratori come quelli impiegati nella sicurezza o nella salvaguardia della salute pubblica confonde due diritti costituzionali con un non diritto: non è un diritto quello di fare shopping la domenica o durante le feste comandate".

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