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Lavoro. Sbarra: "Positivo calo cig ma in parte dovuto al superamento dei periodi massimi. Bene proroghe ammortizzatori, ora devono partire le politiche attive"

Roma, 18 ottobre 2018 - “Prosegue la riduzione della cassa integrazione: nei primi nove mesi dell'anno sono state autorizzati 162 milioni di ore con un calo del 38,7% rispetto ai primi nove mesi del 2017. Si tratta di un segnale di miglioramento della congiuntura economica, anche se andrebbero sommate le ore autorizzate dal FIS, il fondo che interviene per i datori di lavoro sotto i 15 dipendenti, sul quale va avviato un monitoraggio. Tale riduzione però è attribuibile anche al fatto che molte aziende hanno esaurito i periodi massimi senza aver potuto completare i programmi di ristrutturazione e senza che vi sia effettiva disponibilità di strumenti di politica attiva del lavoro. Infatti fa in parte da contrappeso alla riduzione della Cigs l’aumento delle domande disoccupazione del 6,5% nei primi otto mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. Sono dunque necessari interventi normativi che tengano conto delle esigenze delle aziende di completare i percorsi di ristrutturazione o di uscire da crisi di mercato”. Così il Segretario Generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, commenta i dati Inps di oggi sulla cassa integrazione.

“Positivi, dunque- continua Sbarra- i provvedimenti già emanati dal Governo sulla cigs per cessazione e procedure concorsuali e sull’ampliamento alle aziende sotto i 100 dipendenti della possibilità di proroga per ristrutturazioni complesse. Si tratta di prime importanti risposte alle richieste che il sindacato ha posto nell’incontro con il Ministro Di Maio, a cui deve seguire la proroga delle cigs e dei contratti di solidarietà in scadenza in tutte le aree di crisi con adeguate coperture finanziarie nella prossima legge di bilancio. Ma soprattutto deve essere avviato il potenziamento dei centri per l’impiego, su cui non è ancora chiaro come si voglia procedere, salvo il fatto che nel decreto “semplificazione” , di cui ancora non si conosce il testo definitivo, il governo è intervenuto con una non meglio definita riforma della governance di Anpal. Ma fino ad ora il problema è stato proprio questo: si è continuato a lavorare sulla governance anziché rafforzare la struttura”. E’ ora di interventi concreti per potenziare con nuove risorse umane, con maggiori competenze, con un sistema informativo unico, i centri che dovrebbero aiutare le persone in cerca di lavoro- conclude Sbarra.

 

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