• Notizie
  • Comunicati stampa

Infrastrutture. Furlan: "Faremo cambiare idea al ministro Toninelli. Pil ed occupazione non si creano con i sussidi"

30 ottobre 2018 - "Faremo cambiare idea al ministro Toninelli sulla Tav, sul tunnel del brennero, sul terzo valico e la pedemontana”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan concludendo oggi a Genova l’iniziativa della Cisl sulle grandi opere. “ Come abbiamo fatto anche con altri governi, sono convinta che con la nostra capacita’ di proposte e con il consenso dei lavoratori, riusciremo a corregggere l’impostazione del Governo ed a convincere il ministro Toninelli che queste opere infrastrutturali sono importanti e fondamentali per la crescita del paese, per il benessere delle comunita’ e per l’occupazione” ha affermato la leader Cisl in un lungo dialogo con il giornalista Paolo Del Debbio.
“Il paese ha bisogno di ripartire dalle infrastrutture e dal rispetto del suolo. Senza investimenti pubblici seri su questo fronte, l’economia del paese non parte come dimostrano i dati di oggi del pil. E’ evidente che c’e’ un ritardo politico ed un pregiudizio culturale sulle grandi opere. Soprattutto il Sud e’ completamente tagliato fuori dall’Europa senza la costruzione di grandi reti infrastrutturali. Le risorse ci sono, circa 100 miliardi immediatamente spendibili e noi incalzeremo il Governo, la politica e le istituzioni locali a sbloccare le opere gia’ cantierate ed far partire i nuovi progetti. “Il pil ed i nuovi posti di lavoro non si fanno crescere ne’ si costruiscono con i sussidi”, ha sottolineato Furlan, “ma con maggiori investimenti in innovazione, ricerca, formazione, scuola. Anche sulla pubblica amministrazione il Governo deve mettere piu’ risorse nella manovra per sbloccare la contrattazione con il sindacato sull’ innovazione, le nuove competenze dei lavoratori e digitalizzazione”. La Furlan e’ tornata anche sulla decisione del comune di Torino di ieri sulla Tav. “Quello che e’ sucesso ieri al consiglio comunale diTorino sulla Tav e’ molto grave. Non solo perche’ e’ stato impedito all’opposizione di parlare. Si e’ deciso di compensare la decisione sul gasdotto pugliese, bloccando la Tav. Governare e’ una cosa seria e gravosa. Bisogna guardare al paese e a come sara’ tra 20 anni, non pensare solo alle elezioni dei prossimi mesi. Da Genova oggi parte una campagna forte della Cisl per sollecitare una svolta”.

Stampa