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Rifiuti.Cuccello:"Siamo in una situazione di emergenza nazionale. Il Governo avochi a sé la questione dei rifiuti"

11 Dicembre 2018 -  “Sul tema dei rifiuti stiamo vivendo ormai una situazione di emergenza nazionale, come dimostra il rogo di queste ore a Roma e l’allarme inquinamento che grava sulla salute dei cittadini”. Lo dichiara il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, responsabile dei servizi.
“La situazione sta diventando davvero grave ed insostenibile in molte aree del paese. La magistratura – prosegue il sindacalista – sta facendo il suo dovere, indagando sui frequenti roghi che si sono verificati in diverse regioni d’Italia. Sappiamo bene che spesso i roghi sono legati alle attenzioni della malavita che nella gestione dei rifiuti ha da tempo trovato un elemento di guadagni illeciti”.
Secondo Cuccello “c’è un problema di classe dirigente che nel corso degli anni ha rinviato le scelte necessarie. Da troppi anni si producono riforme e controriforme, norme non attuate per la mancanza dei regolamenti, obiettivi che rimangono sulla carta, in un contesto dove, invece di fornire chiarezza e semplificazione, si è generata complessità e confusione, conflitti di competenze, ritardi, o impedimenti nell’esecuzione dei provvedimenti con la totale impunità dei soggetti responsabili. Se nessuno è perseguibile per le mancate attuazioni delle norme di legge in materia tutto rimane immutato e di questo oggi tutti ne stiamo pagando le conseguenze”.
In questa scenario, sottolinea Cuccello “emerge l’assenza di un sistema paese e di una diffusa politica industriale dei rifiuti. Ci sono delle regioni che non si sono adeguate alle forme più moderne di gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Per questo occorre:

  • un piano nazionale che si prefigga di chiudere in tutto il Paese le discariche a cielo aperto entro 5 anni, con incentivi e disincentivi per i Comuni interessati e i loro abitanti. Senza una drastica decisione valida ovunque e che non sia affidata alle delibere locali, ogni ragionamento a valle è pura accademia.
  • un forte impegno delle imprese per la riduzione massiccia dei potenziali rifiuti derivanti dagli imballaggi o dagli scarti di produzione, spesso non riciclabili perché misti (plastica e carta, Vetro e carta etc..) e di quelli non riciclabili.
  • una discussione “laica” sulle tecnologie utilizzabili, soprattutto per i termovalorizzatori, come accompagnatrici di medio periodo verso un processo di totale riciclo dei rifiuti. Tecnologie pulite, controllabili, efficienti sono ancillari ma indispensabili a parallele pratiche di smaltimento più avanzate e più integrate. Le une non dovrebbero essere alternative alle altre, specie nei bacini compositi e a rischio emergenziale. Devono essere adottate assieme, in un quadro di programmazione territoriale ampio.
  • un impegno a sostenere con costanza e soprattutto con molta informazione, comportamenti consapevoli dei cittadini, che non sempre sono al di sopra di ogni sospetto in fatto di corretta collaborazione, per portare a compimento una vera raccolta differenziata che vada oltretutto a buon fine.

“In Italia – mette in evidenza Cuccello – sui 31-32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno, solo 5 milioni vengono bruciati per produrre energia, ma ne servirebbero altrettanti per poter arginare la proliferazione dell’immondizia nei nostri centri urbani”.
“Per far si che ciò accada – afferma il dirigente sindacale – occorre saper trattare con la gente. È importante, cioè, recepirne e valutarne attentamente le preoccupazioni, cercando risposte super partes e proponendo soluzioni affidabili e agevolmente monitorabili. Laddove ciò è stato realizzato – sottolinea Cuccello – si è assicurato il giusto rapporto tra qualità del servizio e costo a carico della collettività, i cittadini hanno potuto beneficiare di tariffe più basse e servizi migliori. Invece laddove ciò non è avvenuto, soprattutto al centro sud, la situazione è fuori controllo con cumuli di immondizia nelle strade e tariffe e servizi spesso inadeguati”.

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