• Notizie
  • Comunicati stampa

Manovra. Ganga: "Bene quota 100, ma perequazione pensioni va garantita nel 2019"

19 dicembre 2018 - “Quota 100 è sicuramente una buona base di partenza ma bisogna risolvere il problema delle donne, che come sappiamo tutti che farebbero fatica a conseguire la previsione dei 38 anni di contributi ed il tema della pensione di garanzia per i giovani”. Lo ha detto il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga aprendo a Roma gli attivi unitari di Cgil Cisl Uil. 

“Abbiamo chiarito al Premier Conte che il discorso sulle pensioni non può e non deve limitarsi a “quota 100” ma il Governo deve aprire ora con le parti sociali un confronto su tutti gli altri temi che abbiamo elencato nella piattaforma unitaria: la “pensione contributiva di garanzia per i giovani”; il riconoscimento della differenza dei lavori ai fini pensionistici; il pieno riconoscimento a fini pensionistici del lavoro di cura; la possibilità di accedere alla pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; il blocco del meccanismo automatico per l’aspettativa di vita; lo sviluppo della previdenza complementare; la soluzione definitiva dei problemi dei lavoratori “esodati” per i quali occorre la nona salvaguardia; la parità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati rispetto ai tempi di pagamento del TFS e TFR; la separazione tra previdenza e assistenza. Sembra ad oggi certo che entranno in legge di bilancio la proroga dell’Ape sociale e di opzione donna, come noi avevamo richiesto con forza.?Questo e’ positivo ma ribadiamo, questo non basta. E non va assolutamente bene che per l’ennesima volta di parli di contenere (cioè ridurre) la perequazione delle pensioni anche di importo medio (1.500 euro lordi al mese). Per noi è infatti fondamentale che venga ripristinato a partire dal 2019 il regime di perequazione stabilito dalla legge 388/2000 come previsto dagli accordi con il precedente Governo. In tal senso consideriamo inaccettabili le voci su di una nuova limitazione della perequazione. Aspetto rispetto al quale abbiamo dato un segnale esplicito al Governo dichiarando fin d’ora la nostra volontà di non voler recedere su tematiche che incidono nella vita dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati”.

Stampa