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Lavoro. Sbarra: "Le persone in Naspi aumentano, ma il Governo toglie loro l’assegno di ricollocazione"

Roma 24 gennaio 2019 - "Grave e scriteriato lo smantellamento dell'assegno di ricollocazione profilato nel cosiddetto Decretone. La cancellazione della dote per la formazione e il reinserimento lavorativo rivolta ai fruitori di Naspi, se confermata in Gazzetta ufficiale, sarebbe un colpo duro al sistema delle politiche attive, e una preoccupante conferma di quanto sia sbagliata la strategia del governo in tema di lavoro e sviluppo. Peraltro i dati diffusi oggi dall’Inps registrano un aumento delle domande di Naspi del 5,2%rispetto ad un anno fa, persone che resteranno prive di questo sostegno attivo. Altro che Industria 4.0, qui si rischia di tornare indietro, e di lasciare senza tutele centinaia di migliaia di lavoratori coinvolti nelle dinamiche del nuovo mercato del lavoro". Lo ha detto Luigi Sbarra, intervenendo a Roma a margine di una iniziativa Cisl e Ial su Competenze e Industria 4.0 ."Il sistema industriale e produttivo italiano ha 'sete' di formazione e competenze che garantiscano accesso alle tecnologie abilitanti, riqualifichino il lavoro povero, aggiornino costantemente gli skill di giovani e meno giovani, studenti, lavoratori e disoccupati. Il governo invece dimezza le risorse per l’alternanza scuola-lavoro, mortifica l’apprendistato di primo livello e, da ultimo, si accinge a togliere risorse ai fondi interprofessionali. Scelte miopi che impoveriscono il ventaglio di tutele e lasciano ancora più sole le persone"."Il 9 febbraio la Cisl manifesterà a Roma insieme a Cgil e Uil per raddrizzare la linea del Governo e riportare nell’agenda del Paese le priorità degli investimenti su infrastrutture materiali e sociali, reti della competenza, sostegni attivi e generativi, percorsi di accompagnamento e apprendimento continui. E' questa la via per agganciare la qualità del lavoro alla competitività, le tutele allo sviluppo. Chiediamo dialogo sociale su provvedimenti coerenti con la nostra piattaforma e idonei a far ripartire una politica industriale e di sviluppo all’altezza degli epocali cambiamenti in atto".

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