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Lavoro. Sbarra: "Grave errore lasciare 100.000 disoccupati senza assegno di ricollocazione. Il Governo ci ripensi"

Roma, 14 febbraio 2019 - "Sospendere l’Assegno di ricollocazione per i fruitori di Naspi e riservarlo ai soli percettori di Reddito di cittadinanza è un errore". E' quanto sostiene in una nota il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra"Se, come è stato stimato a partire dai dati sui percettori di Naspi e sulle domande presentate nell’ultimo anno, quasi 100.000 resteranno senza l’unica vera politica attiva operativa in Italia, si tratta di un pesante passo indietro - sottolinea Sbarra - Con circa 20 anni di ritardo rispetto allo scenario europeo, finalmente il Paese si stava attrezzando, seppur lentamente, ad un cambio di paradigma e all’adozione di strumenti di politiche attive, in particolare l’assegno di ricollocazione, per accompagnare i lavoratori fruitori di Naspi nella ricerca di un nuovo lavoro. Si tratta di una consistente “dote” per i Centri per l’Impiego e le agenzie per il lavoro accreditate che ricollochino il lavoratore". 

"Non si comprende perché, se non per motivazioni di contenimento della spesa, nell’indirizzare l’assegno di ricollocazione ai percettori di Reddito di cittadinanza - aggiunge - il nuovo decreto lo toglie ai fruitori di Naspi, coloro per cui lo strumento era nato lo scorso anno, mettendo in conflitto tra loro due gruppi di soggetti deboli".
"Si tratta di un punto molto critico - conclude Luigi Sbarra - che conferma i timori di una volontà di potenziare le politiche attive solo in funzione del nuovo strumento, mentre esse devono essere rivolte a tutti coloro che cercano lavoro, e non essere indirizzate solo a chi è al di sotto di una certa soglia Isee".

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