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Prostituzione. Cisl a Salvini: "Contrari a riapertura case chiuse"

Roma, 28 febbraio 2019 - "All’uscita estemporanea del Ministro Salvini sul dramma della prostituzione, la Cisl ed il Coordinamento nazionale donne Cisl rispondono che continuiamo ad essere contrari alla riapertura delle case chiuse". Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario confederale della Cisl, Giorgio Graziani e la Responsabile del Coordinamento Donne della Cisl, Liliana Ocmin. "Solo di un provvedimento abbiamo bisogno in questo momento per togliere molte ragazze, soprattutto straniere, dalle strade delle nostre città ed è quello di approvare una legge che combatta lo sfruttamento e la schiavitù di queste donne, spesso minorenni, punendo anche i clienti. In altri paesi del nord-Europa dove è stata sperimentata tale tipo di legislazione si è registrata una consistente diminuzione del fenomeno. Riaprire le case chiuse, poi, oltre a togliere dignità alle donne, favorendo lo svilimento del loro corpo, non garantisce affatto che il sistema non diventi un affare “legale” per le mafie. La prostituzione per noi non potrà mai assurgere al rango di lavoro. Questa convinzione non nasce per partito preso, ma guardando negli occhi le tante vittime che portano ancora addosso i segni della loro sovente forzata condizione. Una domanda, infine, vogliamo porre a chi ritiene che invece sia una libera scelta ed un lavoro: augurerebbe un lavoro del genere ad una sua figlia?".
 

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