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Salario minimo. Sbarra: "Importante la posizione di Zingaretti su necessità confronto costruttivo con parti sociali"

6 marzo 2019 - “E’ importante e positivo che il neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti, abbia riconosciuto oggi che il tema del salario minimo vada affrontato attraverso un confronto costruttivo con le parti sociali, senza fughe in avanti. La Cisl condivide questo giusto percorso metodologico che valorizza il ruolo responsabile dei corpi sociali sulle questioni del lavoro. Per questo siamo disponibili al confronto con il Governo e con il Parlamento per condividere misure concrete per alzare i salari dei lavoratori italiani e per evitare la piaga del sottosalario e del dumping contrattuale che colpisce il lavoro nel nostro paese”. Lo sottolinea in una nota il Segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra. “Il tema del salario minimo è stato troppo spesso evocato in termini elettorali e propagandistici. La Cisl non è disposta a lasciar venire avanti ipotesi valide sulla carta ma dannose nella concreta realtà.
La prima e fondamentale cosa che serve ai lavoratori italiani è di poter contare su minimi contrattuali dignitosi che siano garantiti “erga omnes”,  uguali per tutti i lavoratori di un settore applicando il Ccnl di riferimento firmato da parti sociali davvero rappresentative.
I bassi salari nel nostro paese sono anche alimentati dalla libera adozione di contratti in dumping tra gli oltre 870 registrati al Cnel. In Italia difficilmente esistono lavoratori dipendenti non coperti da un Ccnl, ma esistono troppi lavoratori cui viene applicato un cattivo contratto stipulato da sindacati ed associazioni “pirata”. Definire, quindi, che i minimi salariali contrattuali possano avere valore legale (come abbiamo richiesto nel Patto della fabbrica di 1 anno fa) è la via che proponiamo a Governo e Parlamento per attuare un buon salario ai lavoratori italiani. Non possiamo mai dimenticare che un buon Ccnl oltre ai minimi tabellari comporta molti altri elementi salariali (maggiorazioni, premi, edr, ecc.) nonché un sostanzioso welfare (pensionistico e sanitario) che nessun salario minimo per legge potrà mai garantire. Sì al confronto, dunque, ma no a soluzioni dal sapore elettorale che danneggino il valore della contrattazione. Attuare subito gli accordi per la misurazione della rappresentanza delle parti sociali, rallentate, per non dire ostacolate in questi mesi dal Ministero del Lavoro e Inps, è per noi la via più utile e razionale”.
 

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