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Energia. Centrali a carbone: Cgil, Cisl, Uil- Governo apra confronto su piano nazionale energia e clima

Roma, 10 aprile 2019 - "Il 17 aprile il Governo convoca le aziende per la chiusura delle centrali a carbone. Anche se è un impegno scaturito dalla conferenza Cop 21 di Parigi del 2015 e ratificato dal Parlamento italiano, come Cgil, Cisl, Uil, rimarchiamo che è necessaria prima la definizione e la realizzazione delle attività produttive energetiche sostitutive e solo successivamente la chiusura delle centrali a carbone con la ricollocazione occupazionale dei lavoratori diretti ed indiretti dell’indotto delle centrali a carbone". E' quanto si legge in una nota congiunta dei segretari confederali Cgil Cisl Uil Vincenzo Colla, Angelo Colombini,  Silvana Roseto.
"Il Governo, -prosegue il comunicato- con questo modo di operare, mette in pericolo la certezza e la sicurezza energetica del Paese. Siamo di fronte anche nell’energia alla propaganda populista rispetto alla soluzione dei problemi ed al miglioramento delle prestazioni del servizio energetico del Paese. Chiudere le centrali a carbone presenti in Italia prima di aver definito e realizzato le produzioni energetiche sostitutive significa mettere a rischio la sicurezza del sistema elettrico nazionale con grave danno all’economia. Le organizzazioni sindacali ritengono sbagliato che si discuta e si defiscano prima i tempi e le modalità di chiusura delle centrali a carbone e successivamente le soluzioni alternative alle stesse. Cgil Cisl e Uil chiedono al Governo l’avvio di un immediato confronto su tutto il Piano Nazionale Integrato di Energia e Clima con la priorità sulle soluzioni energetiche produttive che dovranno sostituire la produzione di energia elettrica prodotta dalle centrali a carbone e a seguire i tempi e le modalità di chiusura delle stesse con la certa e chiara ricollocazione occupazionale dei lavoratori attualmente impegnati nei siti , compresi i lavoratori occupati nelle attività dell’indotto delle centrali stesse. Cgil Cisl e Uil valuteranno con le categorie di riferimento dei settori energetici interessati e con le strutture sindacali dei territori coinvolti le opportune iniziative di mobilitazione per contrastare un approccio imprudente e pericoloso del Governo sulla questione strategica  per l’economia del Paese del sistema energetico nazionale. Chiaramente non sono in discussione gli impegni internazionali ratificati rispetto alla eliminazione del carbone per uso energetico, ma le modalità ed i tempi devono essere  coerenti con la dotazione preventiva delle strutture produttive sostitutive in grado di garantire la sicurezza energetica del Paese e la giusta ricollocazione occupazionali dei lavoratori diretti ed indiretti dell’indotto".

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