Lavoro. Furlan: "L’Italia si sta avvitando. La resa dei conti elusa dal DEF non sarà aggirabile nella manovra autunnale"

Consiglio generale 16maggio16 maggio 2019 - "È chiaro ed evidente che nel nuovo schematismo globale non c’è futuro per i singoli Stati europei, neppure per i più forti, a partire dalla Germania. Non essere consapevoli di ciò significa non avere compreso quali trasformazioni siano in atto e che la competizione non si svolgerà più tra Stati, ma tra sistemi dimensionalmente adeguati e funzionalmente raccordati” . Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, nella sua relazione introduttiva del Consiglio Generale della Cisl riunito a Roma. "L’Europa può diventare un valore aggiunto importante, anziché un problema come spesso è percepito, ma occorre realizzare parità di diritti sociali, di condizioni di lavoro e fiscali per evitare gli assurdi fenomeni di dumping intra europeo”’ ha affermato la leader Cisl.

“L’Europa è quindi necessaria, ma per essere anche avvertita opportuna dobbiamo fondarla su un progetto sociale inclusivo che dia speranza e sicurezza ai cittadini ed alle comunità come i costituenti immaginavano. Purtroppo nulla di tutto questo è oggetto di confronto nella campagna elettorale, ma le tante iniziative della Cisl nei territori stanno aiutando a comprendere l’importanza della consultazione elettorale ed il significato delle nostre proposte per cambiare questa Europa, proposte che tra l’altro sono inserite nel Manifesto firmato insieme a Confindustria”.

La Furlan nel suo intervento ha parlato ampiamente della situazione economica del paese, elencando le motivazioni della mobilitazione del sindacato che proseguirà nelle prossime settimane con le manifestazioni già programmate degli edili, dei pensionati, del pubblico impiego fino alla manifestazione nazionale sul Sud a Reggio Calabria del 22 giugno. "È come se il Governo vivesse in una bolla avulso dalla realtà o forse prigioniero del vincolo privatistico stipulato tra i due leader dei partiti di Governo assistiti dall’interpretazione originale del Presidente del Consiglio nella sua funzione di pontiere”, ha attaccato la Furlan.
“Nel frattempo ogni previsione e tutti i dati confermano che l’Italia si sta “avvitando” e l’uscita dalla recessione tecnica non produce alcun cambiamento significativo nell’immediato, né di tendenza, perché parliamo di variazioni congiunturali non dovute a fattori strutturali e comunque misurabili in scostamenti percentuali dello “zero virgola”, privi di significatività. La nostra situazione era e rimane preoccupante. Parte delle ragioni della stagnazione italiana sono sicuramente da ricercare nei fattori esterni, ma che l’Italia subisce più di altri per i propri ritardi strutturali e, soprattutto, per una politica economica di breve periodo priva di una visione strategica d’insieme e di effetti anticiclici, che sta gonfiando principalmente la spesa corrente e crea un’ipoteca sul futuro”, ha sottolineato la leader Cisl .

“La “resa dei conti” elusa dal DEF con questo atteggiamento di stallo stile Brexit, non sara’ aggirabile nella sua manovra autunnale che si avvicina e con essa crescono le nostre preoccupazioni, perché il quadro dell’Italia, quello dei numeri e non delle chiacchiere è impietoso e allora, al più tardi, il Governo dovrà smettere di affermare cosa non vuole fare e scrivere ciò che farà”. La Furlan ha aggiunto anche : "Occorrerebbe perciò e da subito, come sosteniamo da tempo, una manovra espansiva strutturale, che agisca sulla domanda aggregata, (consumi e investimenti) aumentando il potere d’acquisto di salari e pensioni e spingendo gli investimenti pubblici, a partire dalle infrastrutture tutt’ora bloccate. Ma il Governo è paralizzato dai veti incrociati interni dei due partititi e dall’ossessione del consenso di breve periodo traguardato alle elezioni europee. I nostri principali problemi sono tutti interni e il rallentamento generale li sta solamente aggravando. Non a caso siamo l’ultimo paese europeo per crescita e mentre la Germania reagisce al rallentamento mettendo in cantiere un programma d’investimenti straordinario, noi non affrontiamo nessuno dei nostri problemi strutturali: teniamo bloccati i cantieri, ci dimentichiamo del lavoro e gonfiamo la spesa corrente a deficit, ipotecando nei fatti la prossima legge di bilancio”. La Furlan ha poi ricordato anche il dramma degli incidenti mortali sul lavoro, un bollettino che continua ad aumentare nell’indifferenza generale.
“Sono già ben oltre 100 gli incidenti mortali dall’inizio dell’anno. Ma li possiamo davvero continuare a chiamare incidenti? O ci sono gravi responsabilita’ che riguardano la mancanza di controlli e di rispetto delle misure di prevenzione da parte delle aziende?”, si e’ chiesta la Furlan. Critiche della leader Cisl anche sulla flat tax, “i cui i vantaggi fiscali beneficerebbero principalmente i redditi più elevati evidenziando un problema di equità, ma anche di efficacia se l’obiettivo è quello di rilanciare i consumi. In più, l’impianto della Flat Tax famigliare produrrebbe molti effetti perversi, a parità di reddito, tra famiglie monoreddito e con più redditi. Sia chiaro, a scanso di equivoci, non accetteremo mai una riforma fiscale iniqua, pasticciata e soprattutto che non vada a beneficio del lavoro e di salari e pensioni”.

Infine sul Decreto sblocca cantieri, la Furlan ha sottolineato che “esso agisce principalmente sul codice degli appalti, in modo sbagliato e pericoloso, perché amplia la soglia del subappalto, o del massimo ribasso, che evidenziano scarsa conoscenza del sistema degli appalti e riaprono la strada a fenomeni di minore controllo, maggiore rischio e probabili infiltrazioni. Giusto per completare l’opera si svuota di competenze l’Anac, abbassando ulteriormente l’asticella dei controlli in un settore ad alto tasso d’infiltrazione”.

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